Nei giorni scorsi ha fatto molto parlare il cachet di Roberto Benigni per le sue due serate in RAI a tema "Dieci Comandamenti". Non stupisce che molti, dopo essersi incantati davanti all'esegesi del comandamento "non rubare", abbiano avuto da chiacchierare una volta conosciuta la cifra di cui si parla per il suo solo compenso, ovvero quella di ben quattro milioni di euro pubblici per due sole serate. Molti hanno giustamente fatto notare come per la RAI questo sia stato un ottimo investimento: Benigni infatti ha ottenuto share incredibili, con cifre che hanno rasentato i nove milioni di telespettatori e da questo se ne deduce un ottimo incasso.

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Vanno tuttavia fatte notare alcune cose: la RAI è un'azienda pubblica che utilizza soldi pubblici, e che è sorretta in buona parte dal canone, o tassa di proprietà, che i cittadini versano annualmente all'erario.

Dove vanno gli investimenti di 'mamma RAI'?

Secondo quanto emerso dal lavoro del Presidente di Vigilanza RAI  Roberto Fico (m5s) gran parte degli investimenti per la produzione di fiction e ed alcune serate andrebbero in particolare a 5 aziende che nel tempo si aggiudicano continuamente gli appalti restando le favorite, talmente favorite che sono state soprannominate Happy Five.

Tre di queste felicissime aziende  cinque sono la Lux Vide (fondata da Bernabei, ex Direttore Generale RAI ora passata alla figlia Matilde), la Fremantle Media (di cui l'A.D è il figlio di Paolo Mieli ex direttore del Corriere della Sera) e la Publispei fondata dal cantante Gianni Ravera ed oggi gestita da Verdiana Bixio. Per rendersi conto della mole degli affari di queste società basti pensare che solo per le fiction (a titolo informativo alcune sono "Un Posto al Sole" ed "Un Medico in Famiglia") nel 2013 il budget era di circa 194 milioni di euro.

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Fico fece inoltre notare come la RAI abbia già di per sè fior fior di personale che potrebbe essere impiegato internamente piuttosto che appaltare verso l'esterno in modo così massivo.

Melampo: spunta la happy sixth?

Come se non bastasse, nel mezzo della contestazione, si legge anche che la Produzione per le due serate dello Show di Benigni è stata affidata direttamente alla Melampo, ovvero l'azienda fondata dallo stesso Benigni con la moglie Nicoletta Braschi mentre la Produzione Esecutiva delle serate è andata direttamente al manager di Benigni ovvero Lucio Presta, a sua volta proprietario della agenzia Arcobaleno Tre. Roberto Fico fa notare come azioni di questo tipo sono vietate ed eticamente inaccettabili in molte TV estere, come ad esempio al BBC, e che a partire dal nuovo contratto che si stipulerà in Maggio vieterà alla Rai di commissionare verso società detenute, in tutto o in parte da Agenti o Artisti protagonisti dell'opera da finanziare.