Ora basta, Gigi Buffon e Ilaria D'Amico non intendono tollerare oltre. Mauro Paladini, legale della coppia, redige e affida alle agenzie un comunicato perentorio in cui chiede rispetto per la vita privata dei due, "duramente messa alla prova dall'insistente attenzione della stampa da circa un anno a questa parte". Difficile dar loro torto: da quando, nel gennaio dello scorso anno, cominciò a circolare la notizia della loro unione, non è passato giorno in cui il portiere della Juventus e la giornalista Sky non siano comparsi, loro malgrado, su giornali, riviste o siti Internet.





Il fatto - La speranza che l'attenzione nei loro confronti scemasse con il tempo è naufragata di fronte all'evidenza della ricerca di continui (e spesso fantasiosi) scoop ed ecco allora che la coppia si è vista costretta a formulare una diffida formale "dal reiterare in qualsiasi forma contenuti diffamatori", un appello accorato al rispetto dell'«intangibile intimità familiare». Una preghiera di riservatezza non solo per loro, ma anche per i figli ancora molto piccoli, i due che Buffon ha avuto da Alena Seredova e il bambino di nemmeno cinque anni che la D'Amico ha avuto con Rocco Attisani, suo ex compagno. 

La diffida, le motivazioni - Ma qual è stata la molla che li ha spinti a intimare formalmente alla stampa di smetterla con questo accanimento?

È molto probabile che la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stata l'articolo pubblicato dall'edizione di Novella 2000 ancora in edicola in cui si assicura che Ilaria D'Amico avrebbe confidato alle amiche di sentirsi 'provata' dalle continue attenzioni del suo instancabile portiere e che addirittura i vicini della coppia si sarebbero lamentati per gli eccessi passionali dei due. Un discesa libera verso il cattivo gusto che Ilaria e Buffon, comprensibilmente, non avrebbero gradito. Va inoltre ricordato che, per molte settimane, numerose riviste hanno dato per certa la notizia di una dolce attesa di Ilaria, continuando ad aggiungere dettagli fino a che il passare dei mesi non ha reso palese e incontrovertibile l'infondatezza della pretesa gravidanza.