Che Sanremo sarebbe senza scandali / scandaletti o presunti tali? Quest'anno per la verità non sono molti gli spunti per del sano gossip: l'unico sussulto proviene da qualcuna delle solite associazioni che hanno sponda sui soliti media e che grazie alla loro esistenza riescono a dare quel pizzico di sale al Festival di Carlo Conti che si preannuncia invece assai tradizionale, almeno leggendo i testi delle canzoni.

L'oggetto del contendere è tale Thomas "Tom" Neuwirth, ragazzo austriaco di Gmunden che ha inventato il personaggio drag di Conchita Wurst: voce potente, abiti elegantissimi, aspetto curatissimo, performances semplici e di gusto e sopratutto una vistosa barba ...

la stessa che sta facendo perdere il sonno a parecchi esponenti dei vari movimenti anche in virtù di un cachet per l'ospitata sanremese supposto favoloso (centoventimila euro) ma che è stato prontamente sgonfiato a circa un decimo di quella cifra rendendo la partecipazione un vero affare per l'organizzazione sanremese.

La Drag Queen austriaca è già stata ospite di Massimo Giletti a L'Arena con un ottimo risultato in termini d'ascolto cosa che deve avere invogliato gli organizzatori di Sanremo 2015 ad invitarla. Ma a rigor di logica Conchita è stata invitata sopratutto in virtù della sua vittoria all'Eurovision Song Contest 2014 al quale il vincitore di Sanremo 2015 avrà facoltà di partecipare e di rappresentare l'Italia, succedendo ad una Emma Marrone che in verità ha raccolto molto poco lo scorso anno e che quindi passerebbe il testimone sperando in un miglior risultato.

Si mormora che la nostra migliore carta sarebbe il brano proposto dal trio Il Volo, staremo a vedere.

L'Italia ha vinto la manifestazione due volte: nel 1964 con la famosissima "Non ho l'Età" cantata da Gigliola Cinquetti e nel 1990 con la molto, ma molto meno famosa "Insieme 1992" cantata da Toto Cutugno. Ma il brano più famoso presentato dell'Italia è "Nel blu dipinto di blu" presentato dal grande Domenico Modugno nel 1958.  Intanto godiamoci la sua barba con la speranza che Sanremo non la faccia crescere a noi.



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