"Sono molto più le riviste laiche a chiamarci: per loro è una scoperta incredibile l'esistenza nel 2000 delle monache di clausura". Suor Rosa, la badessa delle Trentatrè, famosa per aver replicato alla battuta della Littizzetto che nel programma tv "Che tempo che fa" aveva riso del loro vivace abbraccio a papa Francesco, non ha dubbi: "il mondo al di fuori di queste mura ignora la nostra presenza".

Attenta a filtrare le numerose telefonate, inviti e richieste di interviste, decide quale momento e argomento sia opportuno accettare o rifiutare. In fondo è la custode di donne che in epoche diverse hanno abbandonato tutto, famiglia, lavoro, rapporti di diverso genere, per affidarsi completamente alla scelta del Vangelo.

La eco mediatica ha fatto sì che giornali, tv, siti web e radio le cerchino quasi quotidianamente. Martedì saranno presenti in tv a "Di martedì", il programma di Giovanni Floris su La7.

Ancora in tv? Ammettono di vederne poca, ma che la comunicazione non è estranea alla loro scelta. Soprattutto verso "i lontani" grazie al web. Paradossalmente sono pochissime le parrocchie che accompagnano giovani e ragazzi alla scoperta della spiritualità di chi sceglie di ritirarsi in convento a pregare come vocazione della propria esistenza.

Lei stessa, in verità, giovane laureata in Lettere Moderne in cerca della propria strada aveva conosciuto il convento napoletano delle Trentatrè perché un amica le aveva chiesto di accompagnarla in quel vicolo del centro storico partenopeo. Insomma, la Littizzetto, "a sua insaputa", ha fatto da traino alla conoscenza di una congregazione e di una scelta di vita che oggi sembra il centro degli interessi dei mezzi di comunicazione di natura laica.

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Questo interesse ha accelerato anche la visita al convento del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. "Il primo cittadino aveva promesso di venire - spiega la badessa suor Rosa -. Nell'incontro al duomo per la visita del papa, abbiamo concretizzato la data. Viviamo in un complesso antico, del 1500, che necessita di restauri e interventi per non perdere i tesori di arte e storia presenti". Per questo è possibile fare una donazione del 5 per mille. Tutti i dettagli sono presenti sulla loro pagina fb. Loro, che non percepiscono quasi nulla, non potrebbero fare diversamente. Il resto, in una società che le ignora, è tutto opera della Provvidenza.