Con i suoi tredici anni di carriera, Dolcenera, nome d'arte di Emanuela Trane, vanta all'attivo cinque album in studio, più uno in arrivo: Le stelle non tremano, previsto in uscita il prossimo undici settembre. Disco trainato dal singolo Fantastica, lanciato lo scorso cinque giugno. Stile dark, sorriso straripante, voce grintosa, ha collezionato diversi dischi d'oro, di platino e multiplatino (come membro del collettivo Artisti Uniti per l'Abruzzo).

Ha partecipato quattro volte al Festival di Sanremo, manifestazione che l'ha lanciata al grande pubblico, aggiudicandosi diversi premi e riconoscimenti. Il brano presentato l'ultima volta, a Sanremo 2012, Ci vediamo a casa, risultò il brano di maggior successo radiofonico per quella edizione.

Ma la sua vita non è stata solo successi e riconoscimenti. L'artista Pop trentottenne, originaria di Galatina, ha vissuto un brutto periodo, risalente a dieci anni fa. Ne ha parlato in un'intervista a Vanity Fair, dove ne ha avute anche per la presentatrice Simona Ventura. Vediamo i particolari.

L'esperienza traumatica a Music Farm

Il dramma si è consumato dopo la sua partecipazione al reality show Music Farm, un reality a cui partecipavano cantanti già affermati (il più delle volte in un periodo difficile della carriera), andato avanti per qualche edizione, i quali si esibivano in cover e pezzi propri. Dolcenera vinse anche quell'edizione ma il brutto venne dopo. Ammette di aver perso l'ispirazione, perfino perso se stessa.

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Ricorda quel periodo con queste parole: "Ero stata così esposta agli occhi degli altri da non provare più niente nei miei, non scrivevo più una riga". Aveva vinto Sanremo giovani e si lasciò convincere a partecipare. Poi chiama in causa i responsabili di quel programma: ''Ricordo quando incontrai Simona Ventura e Giorgio Gori, che allora guidava Magnolia (la società produttrice)''. Li accusò: "Voi volete carne da macello da buttare via alle prime puntate". La sua carriera prese una brutta piega, tra tour sospesoper i biglietti invenduti e pettegolezzi che la travolsero.

L'album della rinascita: Il popolo dei sogni

Poi la svolta, con l'album dal nome non casuale: Il popolo dei sogni, dove è presente anche la cover di un brano stupendo e famoso: A Wolf At the Door dei Radiohead,che lei trasformò in Il luminal d’immenso. Una sorta di ode a un antidepressivo, che a suo dire ''seda ombre e tormenti, e riporta la pace". Di lì poi ritrovò se stessa e pubblicò altri dischi.

Forse il peccato originale di quel reality è che non era adatto ad artisti all'inizio della loro carriera come lei ma, come detto, a quanti si trovavano sul "viale del tramonto" professionale. Nella vita privata è legata al suo fidanzato-manager, insieme da quando lei aveva diciotto anni e lui venticinque. Anche se ammette che il lavoro porta vialorotanto tempo.

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