Celata sotto le spoglie di Daniela Miglietta, nasce – da padre salentino e madre di origini napoletane – a Taranto il 12 novembre di 46 anni fa. Il primo a svelare la sua natura di grande interprete è l’autore di “Ancora”, Claudio Mattone, che le apre il sipario della canzone italiana. Va di scena Mietta: uno spettacolo destinato a stupire e a resistere al tempo con repliche mai uguali a se stesse.

Storia

La sua parabola è subito sì musicale e ha le fattezze di un “Sogno”. Fulmina la concorrenza e vince il ruolo di cantante e attrice protagonista in “Nasce una stella”, radionovela Rai che mescola finzione e realtà.

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Di reale c’è un contratto discografico con la storica Fonit-Cetra e il debutto, raggiunta la maggiore età, sul palco del Festival di Sanremo. Lo stesso che aveva già avviato le carriere della Oxa e Milva, di Zucchero e Vasco. A lanciarla è Amedeo Minghi, il cantautore romano di “1950”.

«La radio trasmetterà la canzone che ho pensato per te» è il verso del popolare brano, ed è premonitore. 

Si tratta di loro: Mietta e Minghi. Ma in realtà sotto le lenzuola si nasconde un triangolo. Tra la voce e il musicista si incastra un paroliere d’eccezione: Pasquale Panella, poeta e fautore della fase ermetica di Battisti. Il connubio la consacra come primadonna della canzone e regina assoluta della melodia. Piovono a catinelle dischi di platino e telegatti d’oro. «Il tuo nome sarà sul cartellone che fa della pubblicità» le canta Minghi. Ma non è solo il pubblico a innamorarsi di lei: la critica la premia e le riconosce già quella maturità e quella levatura artistica che sono proprie delle più grandi cantanti. A conferma che Dive si nasce. Panella però intuisce subito la disillusione e il tormento di Minghi nel non poter accontentare pienamente le voglie irrefrenabili della propria partner e gli mette in bocca i versi: «Vattene amore, che siamo ancora in tempo.

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Credi di no?»; «Ammetto che è tutto difficile, ma nel bene e nel triste con te invoco “Dubbi no”». Da lì a poco la separazione consensuale e il volo ambizioso verso l’ignoto di una dea che si addentrerà in sperimentazioni vocali, in orizzonti musicali inediti e in prove recitative ardue, senza mai riuscire a scrollarsi da dosso il peso del passato.

Jazz & Vasco

La Mietta di oggi è nuovamente audace: approfittando della perdurante crisi discografica ha aperto un nuovo capitolo. Da più di 2 anni ha infatti dato il via a 2 tour paralleli d’alto livello, che registrano il tutto esaurito e che si trasformeranno in dischi imperdibili: da un lato vi è il jazz con il pianista genovese Dado Moroni, dall’altro il latin jazz con il gruppo bolognese Marea. E proprio con i Marea è stata inserita nel prestigioso cartellone del Bologna Jazz Festival 2015. Al loro concerto “Jazz Songs”, tenutosi l’8 novembre al Teatro Zeppilli di Pieve di Cento, ha presenziato anche Red Ronnie. Il noto conduttore tv ha approfittato dell’incontro nel backstage per intervistare la cantante, che poco dopo avrebbe incantato l’intera platea sulle note suadenti ed evocative di brani come “Insensatez” e “Sodade”. Non solo cabala e costellazioni familiari tra le manie confessate da Mietta, ma anche Vasco Rossi. La prima canzone che le è venuta in mente per una sua eventuale rivisitazione è “Io no”.

Ma non le basta: desidera conoscerlo e cantare un suo inedito. Magari scritto a due mani con Gaetano Curreri, magari per il prossimo Sanremo di Carlo Conti. Del resto i fans di Mietta alle svolte artistiche sono oramai ben abituati.