Jon Snow è morto, ormai tutti coloro che seguono la serie televisiva lo sapranno. La maggior parte dei fans pensano, o sperano, che venga "resuscitato" da Lady Melisandre, in quanto anche la Donna Rossa ha i poteri necessari per far accadere ciò che era riuscito precedentemente a Thoros di Myr con un corpo "fresco" di morte. Inoltre Kit Harigton  (il personaggio che interpreta Jon Snow) è stato intravisto nel set di Game of Thrones 6, per cui questa ipotesi è più che realistica.

Facendo qualche passo indietro possiamo dire che la serie televisiva "Game of Thrones" e più in generale il ciclo de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" hanno, ormai, la reputazione di un fantasy realistico.

I protagonisti più amati non muoiono mai nel primo libro, ma nel caso di Ned Stark accade; coloro che devono vendicarlo cercando giustizia riescono sempre nella propria impresa, il figlio maggiore Robb Stark non riesce per i gravi errori commessi.

Questa serie ci ha abituato a convivere con la dura realtà della vita che ci circonda, non seguendo i topos letterari dell'eroe fantastico e invincibile. Allora è giusto dire che il ritorno in vita di un personaggio così centrale nella vicenda è troppo ovvio in un mondo come quello dei Sette Regni?

Troppo ovvio? Forse no.

In un'epoca in cui quasi tutto il mondo fantasy percepito derivava da "Il Signore degli Anelli"o da "Harry Potter", Il Trono di spade è un nuovo tipo di storia. Ci sono voluti dei rischi e grandi cambiamenti per non rischiare di incorrere in una storia stagnante e dai canoni fino ad allora esistiti.

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Con l'avvento delle Nozze Rosse, la reputazione della serie è stata fermamente stabilita.

Ma è qui che si arriva a un equivoco fondamentale: Game of Thrones non offre una versione più realistica di un mondo fantastico, tuttavia sfida i canoni degli eroi sempre vincenti, anche se non quelli della propria narrazione. In Game of Thrones, gli eroi muoiono dai loro sbagli, mentre in altre saghe fantasy la fanno per lo più franca.

Ed è per questo che la resurrezione di Jon Snow ha un senso. Tutti i pezzi sono al loro posto nel puzzle. Egli non sarà resuscitato perché è troppo importante per rimanere morto, ma perché sappiamo che oltre alla possibilità di una sua incarnazione in Spettro, il ritorno di Melisandre alla Barriera è troppo sospetta e con una tempestività perfetta per essere lasciata inosservata. Questo evento, forse, non verrà percepito come uno shock perchè sembra seguire il naturale scorrere della narrazione. Martin non cambierà la storia solo perché tutti hanno intuito cosa probabilmente accadrà.

Non preoccupatevi. "A Dance with Dragons" e la sesta stagione di "Game of Thrones" avranno la loro quantità di suspense, imprevisti e carneficine (naturalmente), non deludendoci delle aspettative create.