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Il prossimo quattro marzo riprenderà su Canale 5 l'attesissima e seguitissima trasmissione condotta da Paolo Bonolis, con la partecipazione di Luca Laurenti: Ciao Darwin. In onda su Canale 5 dal 1998 e giunta alla sua settima edizione. Il programma è andato in onda dal 1998 al 2000, per poi riprendere saltuariamente nel 2003, 2007 e nel 2010. Sei anni di attesa dunque, per i suoi tanti spettatori. Nel programma si fronteggiano due squadre che rappresentano due categorie umane agli antipodi, per scoprire quale delle due è più forte. Una sorta di messa in scena in chiave ironica della teoria dell'evoluzione di Charles Darwin. Da sempre, il programma va in onda il sabato sera. La settima edizione, pur non essendo ancora iniziata, già ha scatenato qualche polemica e ha già incassato pesanti accuse di sessismo e razzismo. Vediamo perché.

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L'accusa dell'Assessore della Regione Piemonte Monica Cerutti

A scatenare le accuse è il fatto che in quel di Torino la produzione del programma ha diffuso l'annuncio per la ricerca di uomini e donne "contrarie all'integrazione degli stranieri in Italia" e "contro i diritti delle unioni gay". Di qui le accuse dell'Assessore della Regione Piemonte, in quota Sinistra ecologia e libertà, Monica Cerutti, la quale ritiene che il programma di Bonolis alimenti l'odio e la xenofobia mettendo in contrapposizione i favorevoli e i contrari all'accoglienza degli stranieri. D'altronde, sostiene l'assessore, il telespettatore medio non è in grado di valutare la realtà, giacché milioni tra loro si affidano alla Televisione per informarsi e perfino formarsi.

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Pertanto, ritiene che sia sbagliato che certe tematiche molto delicate afferenti all'attualità siano loro poste con i filtri basati su ''stereotipi, populismi e strumentalizzazioni".

Ci sarà una controreplica della trasmissione?

La Cerutti si auspica anche che la trasmissione salti e non vada più in onda. Anzi, vorrebbe che il casting basato su omofobia e razzismo che sta per avvenire nel capoluogo piemontese sia segnalato all'Unar, acronimo col quale si indica l'ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. Insomma, Ciao Darwin fa già parlare di sé e ha già scatenato una polemica politica. Vedremo se ci sarà un seguito e se i responsabili del programma – o lo stesso storico conduttore Paolo Bonolis – diranno la propria in merito.

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Intanto, fateci sapere la vostra in merito con un commento.