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Salve amanti di Beautiful, oggi vi proponiamo la seconda parte dell'intervista che Blasting News ha realizzato con Sean Kanan, l'interprete di Deacon in Beautiful. L'attore, prossimo a sbarcare sull'Isola dei Famosi, ha parlato a tutto tondo della sua vita, dei suoi figli, dell'amore per la moglie e ha accennato a quello che sarà il futuro del suo personaggio nella serie sui Forrester. In realtà, nelle puntate italiane, Deacon non si vede molto ma Kanan ci ha svelato qualcosa di più.

Sean Kanan lavorerebbe volentieri in Italia

Puoi dirci qualcosa del futuro di Deacon?

Purtroppo non siamo autorizzati a dare notizie sulle trame future. Posso solo dire che per Deacon è in arrivo una storia forte.

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Non è la prima volta che partecipi a un programma televisivo italiano – qual è il tuo rapporto con l'Italia?

L'Italia è diventata la mia seconda casa. Amo profondamente questo paese, la sua cultura e la sua gente. Io e mia moglie Michele ci siamo sposati proprio lì, e ci torniamo ogni anno per festeggiare il nostro anniversario. Michele è americana, ma è di origini siculo-romane, e infatti abbiamo trascorso la nostra luna di miele a Taormina.

Perché hai scelto di sposarti a Monte di Procida, nel sud Italia?

Ho trascorso diversi mesi in un hotel di Monte di Procida, che si chiama Al Chiar Di Luna. Stavo girando un film lì, e sono diventato molto amico della famiglia proprietaria dell'albergo.

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Loro sono proprio specializzati in matrimoni, e il posto era perfetto per celebrare il nostro matrimonio, che è stato davvero bellissimo. 

 Accetteresti un ruolo in una soap italiana?

Trovo realmente accattivante l’idea di vivere in Italia e lavorare in una delle sue produzioni televisive, ma amo lavorare sul set di Beautiful, e quindi se accettassi una proposta di questo tipo, dovrei avere la possibilità di continuare a far vivere il mio Deacon. Questo è uno dei motivi per cui amo essere un attore, il futuro è sempre pieno di prospettive!

 In Beautiful, Deacon ha un rapporto un po’ irruento con i suoi figli Hope e Deacon jr. Nella vita reale, che padre sei?

Credo che qualsiasi genitore possa confermare che essere padre non è mai un compito facile, e avere 5 figli lo rende ancora più difficile.

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Provo a essere sempre disponibile per i miei ragazzi, a essere una guida per loro e a dargli sostegno. Ogni giorno ricordo ai miei figli quanto io li ami. Mi assicuro che si sentano ascoltati da me, ma sanno bene che per prima cosa io sono il loro papà e poi anche un loro amico. La cosa più sorprendente dell’essere genitore è la quantità di cose che si imparano dai propri figli.

Come mai sei diventato un ambasciatore per i programmi anti-bullismo?

Da bambino sono stato ripetutamente oggetto di atti di bullismo, e questo ha avuto e continua ad avere un impatto profondo su di me. Ho intenzione di fare tutto quanto è in mio potere per sradicare questo grave problema e mantenere i bambini al sicuro.

Tenendo conto della tua storia personale, è stato strano lavorare in Karate Kid, dove interpretavi un bullo per antonomasia?                                                         

Effettivamente lo è stato. In realtà la mia intera partecipazione a Karate Kid III si può definire surreale. Un anno prima di avere la parte, stavo guardando Karate Kid II al cinema.

Grazie a queste pellicole riesco ad avvicinarmi più facilmente ai bambini e a portare loro il mio messaggio anti-bullismo quando parliamo.