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Era fresca del 18 settembre la foto aspramente criticata dai social in cui il cantante Gianni Morandi se ne usciva da un supermercato con la busta della spesa in mano e scriveva: «Buona domenica! Ho accompagnato Anna al supermercato».

Il caso

La furia dei suoi stessi fan non si è fatta attendere. In molti hanno mosso un j'accuse a tutti coloro - morandi compreso - che fanno la spesa nei giorni festivi. Un atteggiamento che, secondo i tanti commenti che si sono aggiunti alla foto, legittimerebbe le strategie delle grandi catene commerciali a rimanere aperte sette giorni su sette, sottraendo così ai rispettivi dipendenti del tempo prezioso da passare in famiglia.

Morandi, come suo solito, ha reagito in brevissimo tempo, dicendo semplicemente che non aveva mai pensato che da un'azione così semplice potessero nascere delle implicazioni altrettanto serie. Si è scusato.

La difesa di Luciana Littizzetto

Nella serata di domenica 25 settembre, durante la prima riapparizione dopo la pausa estiva della comica Luciana Littizzetto durante la trasmissione Che Tempo Che Fa di Rai 3, è stata nuovamente riaperta la questione. Secondo la mattatrice del programma condotto da Fabio Fazio, Gianni Morandi non può rappresentare il capro espiatorio di chi lavora nei festivi, in quanto non le ha fatte lui le leggi che permettono tutto ciò. Poi Littizzetto evidenzia tutte le figure professionali che normalmente lavorano tutti i giorni dell'anno, senza distinzione di festività, come i conducenti di mezzi pubblici, i medici e paramedici degli ospedali o gli stessi dipendenti dell'informazione e dell'intrattenimento.

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Nel dire queste cose, sfoggia un umorismo forse un po' border line, destinato a infervorare ancor di più il già acceso dibattito su un tema di grande attualità.

Quello che per la buona pace di tutti si può dire è che la verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Chi va a fare la spesa durante una "festività lavorativa" (così di solito c'è scritto nelle buste paga) non può di certo assumersi una colpa. È però evidente che, qualora i servizi non indispensabili (come i negozi e gli uffici) non riscontrassero un profitto da queste aperture fuori orario, arriverebbe la decisione di ridurre quelle che - sindacalmente parlando - sono delle ore di straordinario. Un traguardo che i lavoratori vedono assai lontano, visto che molte persone sembrano non aver di meglio da fare che investire il proprio tempo libero dentro ai supermercati. Da questo si può capire l'ira esplosa con il "caso Morandi".