E ci risiamo. Si ritorna a parlare della presunta “non morte” del Re del Pop, Michael Jackson. Stavolta a ringalluzzire i fan, ancora non rassegnati alla scomparsa del loro idolo, è un selfie postato dalla figlia Paris e scattato durante un viaggio in macchina, nel quale si vedrebbe defilato nel sedile posteriore il famosissimo e compianto genitore. Come avviene sempre in questi casi, a dare credito all’ennesimo “segnale rivelatore” sono soltanto i fan più sfegatati e nostalgici, ancora increduli nell’accettare la morte dell'inventore del moonwalk, seppur siano passati ben sette anni dalla scomparsa.

Mister Billie Jean non sarebbe morto: chi sposa questa teoria ritiene che la messa in scena della sua dipartita sia stata imbastita dal cantante allo scopo di fuggire dalle rogne economiche e soprattutto giudiziarie, che lo avevano visto accusato anche di pedofilia. Gli osservatori più disincantati sorridono e nella foto non vedono altro che una trovata della figlia, a metà tra il nostalgico, il goliardico e la ricerca di visibilità.

L’ennesimo “allarme Jacko” rimane comunque un’ulteriore conferma della popolarità e grandezza di un artista sui generis che ha inequivocabilmente lasciato un segno indelebile su questa Terra. Come accade sempre ai grandi, si diffondono spesso inevitabili “avvistamenti” o “teorie anti scomparsa”, come è successo per Elvis, o per la meravigliosa Marilyn Monroe.

Nel ritornare indietro con la memoria, a proposito di morti vere o presunte, torna alla mente un altro giallo (inverso) sempre denunciato dai “complottologi” e mai risolto, cioè la vera identità di uno dei quattro baronetti di Liverpool: Paul McCartney. Stavolta non si tratta di una morte ritenuta non vera, ma di una vita ritenuta non vera e che avrebbe occultato un vera morte: detta così sembra complicato, ma in soldoni secondo alcuni il vero Paul sarebbe morto nei primi anni di ascesa dei Beatles e, per motivi di business, sostituito con un sosia (l’attuale).

I migliori video del giorno

Sarà vero? Non si sa. Senza dubbio, però, il Paul McCartney che conosciamo noi, sosia o non sosia, è un vero big.