Il messaggio è chiaro, i malati di SMA, e di ogni altra malattia più o meno grave, non hanno bisogno della pietà e della compassione di nessuno. Questo Anita lo aveva previsto e ha voluto farlo capire a tutti con il lancio di uno spot per raccogliere donazioni a favore della ricerca sulla SMA. E Checco Zalone, che ha sempre seguito l'associazione Famiglie SMA da quando ha conosciuto Anita, era il testimonial perfetto e politically incorrect a cui chiedere un piccolo aiuto proprio nel momento in cui la ricerca ha fatto un passo in avanti per prolungare la vita dei bambini con un farmaco che verrà distribuito al più presto e gratuitamente dalla casa farmaceutica.

C'è finalmente la consapevolezza che la cura potrebbe essere sempre più vicina.

SMA e SLA

LA SMA (Atrofia Muscolare Spinale) non è la SLA (Sclerosi Laterale Amitrofica), alcuni le confondono perché fanno entrambe parte della distrofia muscolare a cui sono associate anche altre malattie ereditarie che comportano una progressiva degenerazione ed un indebolimento dei muscoli volontari. Ma mentre la SLA colpisce in età adulta, la SMA si manifesta alla nascita o nei primi anni di vita.

TANTE RISATE CON LO SPOT DI ZALONE

La gente si è divertita con il video del comico pugliese, che ha girato lo spot donando il suo talento e la sua notorietà. Lo spot è stato infatti condiviso dappertutto, e soprattutto sui social network ha raggiunto oltre 2,5 milioni di visualizzazioni in soli due giorni.

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Ma i "Mi Piace" e i cuoricini non servono ai bambini se poi non viene elargita una piccola donazione.

Dopo una bella risata è quindi tempo di inviare un messaggio sms al numero 45599 per contribuire al progetto atto a migliorare l'assistenza territoriale ai pazienti affetti da SMA. Per dare sollievo non solo ai pazienti, ma anche alle famiglie, impegnate a vivere una vita a volte difficile e ostacolate dalla burocrazia e dalle solite difficoltà che caratterizzano il nostro Bel Paese. Persone che spesso vengono perfino truffate per migliaia di euro, come il recente caso di Terni, dove finti medici promettevano cure miracolose con medicinali inefficaci, e a volte dannosi.