La lunga cavalcata di X-Factor verso i live continua e sono così tanti gli aspiranti al titolo di nuova popstar che a fine puntata Alessandro Cattelan è costretto alla rettifica: la prossima puntata si aprirà con l’ultima parte delle audizioni e solo dopo cominceranno i bootcamp.

La terza puntata sarà in onda in replica su TV8 dopo ventiquattro ore dalla messa in onda su SkyUno, mentre il successo della decima edizione sembra quasi scontato, dopo una seconda puntata che ha registrato un record di ascolti di 1,4 milioni di telespettatori. Dal canto loro i giudici sembrano sempre più a loro agio nei ruoli che si sono scelti e non risparmiano simpatie e antipatie ai concorrenti che si presentano sul palco.

Il talento non manca…

La serata si apre con una hip-hopper, Eva Rea, che sorprendentemente conquista anche Fedez, sempre scettico verso gli aspiranti cantanti che portano sul palco versioni pesantemente stereotipate del rap e dell’hip hop. Il voto dei giudici è unanimemente positivo.

La terza puntata, a differenza delle due precedenti, comincia a mostrare al pubblico un po’ più di quei talenti che in un talent show dedicato alla musica ci si aspetta di vedere in azione sul palco. Su tutti, per originalità anche di nomi, si distingue probabilmente la formazione delle Coraline, tre sorelle che portano una convincente e particolare versione acustica di una canzone dei Corn.

Colpisce, dimostrando che l’aspetto spesso inganna, anche Diego Micheli – in arte Pinky Gijibae – che sfodera una voce pulita e profonda intonando Tiziano Ferro e lascia la giuria e il pubblico a corto di parole ma non di applausi.

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E poi Alessandra Fortes Silva sa portare sul palco la maturità di una voce profonda e di uno sguardo non convenzionale sulle vite degli altri. Infine c’è Sara, che forte della sua esperienza di canto lirico, re-interpreta Bjork in una versione punk-lirica che strappa complimenti persino al sempre esigente Manuel Agnelli.

… e neanche i disastri

Certo il numero di personaggi da avanspettacolo resta sempre troppo alto. Per un talento da scoprire, ci sono almeno due o tre concorrenti dimenticabili e non manca nemmeno lo spazio per far procedere ai bootcamp gruppi discutibili che hanno avuto il solo merito di far ridere i giudici.

Non mancano gli scivoloni: è il momento in cui i giudici fanno esibire due sorelle una dopo l’altra e costringono una delle due ad assistere alla promozione dell’altra e alla propria bocciatura (va detto, presa con grande spirito davanti alle telecamere). Non mancano nemmeno gli attacchi veementi e puntuti, non sempre motivati fino in fondo, ma che hanno il merito di mantenere l’attenzione del pubblico alta fino all’ultimo minuto.

E così la prova infinita delle audizioni ancora non vede il suo termine e i bootcamp arriveranno più tardi, perché, come avverte Cattelan “i concorrenti sono davvero tanti”.

Ma dopo due puntate che hanno lasciato tanto spazio ai fenomeni della risata, più che ai talenti canori, la domanda sorge spontanea: sono tanti solo i concorrenti o è decisamente troppo lo spazio riservato a chi dovrebbe servire soltanto ad alleggerire il tono della serata per chi segue lo show da casa?