Nel bel mezzo di una crisi aziendale dalle proporzioni che cominciano a farsi preoccupanti, il colosso dell'entertainment audiovisivo Viacom ha nominato Robert Bakish nuovo CEO facente funzioni di presidente. 52 anni, una laurea alla Columbia University, Bakish è un manager di lungo corso, essendo stato assunto in Viacom nel 1997: dunque, festeggerà i suoi vent'anni nella compagnia sulla poltrona più importante. Nelle ultime stagioni, in qualità di CEO della Viacom International Media Networks - la società responsabile delle acquisizioni internazionali di Viacom -, si è occupato delle vendite internazionali dei vari canali del network, portando il pacchetto Discovery, al pari di Comedy Central e Nickelodeon, praticamente in tutto il pianeta, e raggiungendo la cifra vertiginosa di poco meno di quattro miliardi di spettatori sparsi in duecento paesi.

Il suo fiore all'occhiello rimane MTV - e lateralmente la costola di quest'ultima, VH1 -, che sotto la sua guida, verso la metà degli anni duemila, raggiunse il proprio periodo di massimo splendore.

L'anno nero di Viacom

Tuttavia, quella del prossimo anno non sarà, verosimilmente, una celebrazione in pompa magna, giacché il nuovo CEO sarà impegnato in una severa ristrutturazione della compagnia in vista di una possibile ricombinazione di competenze con CBS Corporation, la seconda grande compagnia in mano alla controllante Sumner Redstone’s National Amusements. Il 2016, infatti, è stato un anno particolarmente complicato per il gigante dell'intrattenimento. Alcuni canali TV hanno sofferto di repentini e reiterati cambi ai vertici (mtv è al terzo top executive in diciotto mesi), altri hanno perso mordente nelle fasce orarie un tempo considerate blindate (Comedy Central ha cancellato uno dei tre late night show, punto di forza del canale, per carenza di spettatori).

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I canali Discovery viaggiano con il vento in poppa, ma si prevede che a breve anche questi dovranno fare i conti con il proliferare dello streaming video e dei dispositivi mobili e la relativa diaspora degli spettatori verso queste nuove forme di intrattenimento, più smart e accessibili. Anche il segmento cinematografico del colosso, la storica Paramount (inglobata nella galassia Viacom dal 1995), è in sofferenza: lo studio che ha prodotto alcuni degli incassi più ingenti della Storia del cinema - da Titanic a Transformers, passando per Forrest Gump - nell'ultimo anno ha puntato su franchise come Zoolander 2 e Teenage Mutant Ninja Turtles, i quali tuttavia sono stati pressoché snobbati dal pubblico.Stando alle prime indicazioni dei membri del board che affiancherà Bakish - molti dei quali confermati nei medesimi ruoli ricoperti nel corso della precedente reggenza -, Viacom dovrebbe puntare maggiormente sulla esternalizzazione delle produzioni, oltre che su una diversa razionalizzazione delle competenze. Tutto ciò per ottimizzare al meglio le risorse e sfruttare al massimo le specificità di ciascun ramo dell'azienda.