Ieri pomeriggio, lo Zoo di 105 ha dedicato l'intera puntata a leone di lernia, scomparso poche ore prima dopo aver lottato contro una terribile malattia. Anche quest'oggi, gli amici hanno deciso di rendergli omaggio, non rispondendo ai giornalisti, ma facendo piuttosto riascoltare al pubblico le storiche scenette che hanno visto protagonista il cantautore pugliese, raccontando alcuni simpatici aneddoti.

A colpire più di tutto, però, è stata una lettera scritta da Marco Mazzoli al suo caro Leo. Eccone un estratto, in cui il conduttore radiofonico parla degli inizi: "Giorno dopo giorno, mese dopo mese, le nostre menti malate creavano scenette, tormentoni, e lo Zoo iniziava a prendere forma.

Siamo stati i primi a sdoganare parolacce, a far parlare il tecnico in regia in onda, creando qualcosa di assolutamente nuovo. Eh sì caro Leone, insieme abbiamo rivoluzionato la radio, creato uno stile unico ancora oggi, che tutti hanno provato a copiare, a distruggere, a chiudere, ma che regge ancora dopo 18 lunghi anni. Oggi lo Zoo è una macchina da guerra, un programma sdoganato, accettato, promosso, ma in questi lunghi anni io e te abbiamo dovuto superare censure, sospensioni, lotte, guerre e 8 licenziamenti".

Leone di Lernia, re del trash e anima dello Zoo di 105

Nelle parole di Marco Mazzoli si respira costantemente un grande affetto nei confronti di quello che è stato un compagno di avventure ventennale tra divertimento, problemi, screzi ma anche tanta condivisione.

Ecco come il conduttore ha concluso la sua lettera: "Oggi che non ci sei più mi tocca ammettere che l'anima dello Zoo eravamo io e te, dal giorno 1. Tu eri e resterai il vero re del trash. Quando ieri mattina, mentre andavo in radio, mi hanno comunicato la tua scomparsa, il mio cuore è andato in mille pezzi. Il pensiero di non ricevere più i tuoi 30 messaggi al giorno, sentirti balbettare cattiverie su tutto e tutti, mi mancherà come l'aria.

Eri il mio primo messaggio del mattino e l'ultimo della sera. Eri padre, amico, fratello, nonno più folle del mondo. Mi mancherai Leoncino mio, mi mancherai tanto. Arrivederci Leo, mai addio, perché tu non morirai mai".