Sembrerebbe che a Bruno Vespa 240 mila euro l’anno non bastino per vivere, infatti, le sta provando tutte per sottrarsi alla regola del tetto degli stipendi rai. L’ultimo tentativo, anche un po' maldestro, è quello in cui ha dichiarato di essere un artista e non un giornalista. Come stabilito la regola del tetto può non essere applicata agli artisti anche se il governo aveva specificato che tale regola vada applicata anche ai giornalisti con contratto da artisti come nel caso, appunto, di Vespa.

Per evitare la fuga delle grandi “star” la Rai, insieme con il governo, sta pensando di legare il compenso degli artisti/giornalisti alla pubblicità.

Pubblicità

Nello specifico, parte dei ricavi pubblicitari andrebbero a rimpolpare lo stipendio del conduttore così da poter superare agevolmente il limite dei 240 mila l’anno. Nel frattempo, però, per mettere le cose in chiaro Vespa ha scritto una lettera al Presidente e ai consiglieri Rai specificando che il tetto a lui non si dovrà applicare.

La lettera

Nella lettera inviata al Presidente e ai consiglieri Rai Vespa espone le sue ragioni in 5 punti:

  • il primo punto fa riferimento ad una norma del 2007 che esonera dai tetti le prestazioni professionali e artistiche svolte nelle società a partecipazione pubblica come, appunto, la Rai ribadendo che lui è un artista e non un giornalista.
  • Nel secondo punto tira in ballo Fabio Fazio che, a quanto sembra, ha un contratto d’artista chiedendo quale sarebbe la distinzione tra un Fazio che si occupa di Falcone e Borsellino e un Vespa che si occupa di "Ballando con le stelle" domandando, poi, chi è l’artista e chi il giornalista.
  • Nel terzo punto pone una domanda ai dirigenti domandando se la Rai, fino ad ora, non abbia sbagliato a far firmare ai giornalisti contratti da artista.
  • Nel quarto punto afferma che se Porta a Porta deve essere considerata come una trasmissione prettamente giornalistica, allora tutti i collaboratori della stessa trasmissione devono avere un contratto da giornalisti.
  • Nell’ultimo punto si rimette al buon senso dei suoi interlocutori sperando di non incappare in norme ad personam, cioè norme fatte per far rientrare il conduttore di Porta a Porta entro il tetto massimo.

Sostanzialmente, quindi, l'auto difesa di Vespa si basa sulla distinzione tra artista e giornalista.

A tal proposito calza perfettamente la "battuta" fatta da Pippo Baudo nella trasmissione Matrix di Piero Chiambretti: "Finalmente abbiamo scoperto che Vespa non è un giornalista ma un comico"