Dal tour nelle Cucine da incubo per Fox Life al blitz dei Nas nel bistrot aperto da pochi mesi a Torino. Antonino Cannavacciuolo aveva deciso di investire all’ombra della Mole affidandosi al suo intuito. ‘Sono certo che mi porterà fortuna’. Lo chef originario di Vico Equense aveva spiegato di aver scelto il locale in zona Gran Madre perché avvertiva un’energia positiva. ‘Poi posso rischiare anche di prendere il palo in faccia’. E i riscontri per Cannavacciuolo sono stati subito positivi grazie ad uno staff giovane e professionale. Al Bistrot gli amanti della buona tavola potevano scegliere tra il menù degustazione a 75 euro al percorso vini a 60 euro (con cinque calici), fino all’improvvisa doccia fredda maturata in seguito alle verifiche incrociate di Asl e carabinieri del Nas.

All’amato giudice di Masterchef sono state contestate violazioni amministrative. In sintesi al Cannavacciuolo Bistrot di Torino è stato contestato di non aver segnalato alcuni alimenti in processo di ‘abbattimento’.

'Non abbiamo mai fregato i clienti'

In pratica, nel menù non era specificato che alcuni prodotti non erano freschi ma congelati. L’omissione dell'asterisco a lato di ogni portata ha portato alla doppia denuncia per frode in commercio nei confronti delle figure che hanno la responsabilità del locale torinese tra cui il direttore della ristorazione, la moglie di Cannavacciuolo e il responsabile della società Ca. pri. Da rimarcare che nella vicenda non è direttamente coinvolto il giudice di Masterchef.

Quest’ultimo ha puntato l’indice sulla rigidità del regolamento. ‘Io, il mio staff e mia moglie non abbiamo mai fregato i clienti’. Lo chef ha spiegato che situazioni di questo genere fanno venire voglia di andare a lavorare da qualche altra parte.

'D'ora in poi indicherò l'asterisco in ogni piatto'

Cannavacciuolo ha dichiarato al quotidiano La Stampa di aver sbagliato ma di non averlo fatto in malafede.

‘Da questo momento l’asterisco lo indicherò al fianco di ogni piatto’. Il napoletano ha chiarito che a tavola viene servita sempre pasta fresca e che nel congelatore va a finire quella che non viene consumata. ‘La mangiamo noi perché il cibo buono non va mai buttato’. Sulla questione della tracciabilità il quarantaduenne è stato chiaro. ‘Niente di tutto ciò, non sono state soltanto riscritte le schede dei singoli fornitori’. Per restare aggiornati sulle news di tv e gossip cliccare sul tasto segui a lato dell'autore dell'articolo.