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Mentre ancora ci si libera dalle briciole di popcorn rimaste sul plaid dopo aver divorato l'intera seconda stagione di Stranger Things, il produttore esecutivo Shawn Levy ha dichiarato che sono in corso i lavori per i nuovi episodi della fortuna serie targata Netflix.

L'annuncio

Mentre l'intero cast si trovava ancora sul red carpet del Paley Fest, che si teneva a Los Angeles dal 16 al 25 marzo, Shawn Levy si è lasciato andare in alcune indiscrezioni che hanno mandato in fibrillazione non soltanto il pubblico presente, bensì gli stessi attori [VIDEO] che non hanno ancora ricevuto il copione. Al Dolby Theatre, infatti, Levy ha annunciato che la terza stagione di Stranger Things partirà dal 1985, - dunque ad un anno di distanza dall'ambientazione della Season 2 - data che non può non ricordare Ritorno al Futuro e The Goonies, e tutti i film che hanno segnato l'esistenza dei cultori del cinema anni '80.

Le novità

Ciò che ha più incuriosito e spiazzato gli attori è stata la formazione di due coppie già in odore di formazione dalla Stagione 2: Millie Bobbie Brown (Undici) e Finn Wolfhard (Mike) insieme con Caleb McLaughlin (Lucas) e Sadie Sink (Mad Max) saranno la combinazione già dai primi episodi della terza stagione. C'è del nuovo anche per Joe Keery (Steve Harrington), che - sempre secondo le dichiarazioni di Shawn Levy - sarà più presente rispetto alle stagioni precedenti.

Intanto, le prime stime affermano che i nuovi episodi di Stranger Things potrebbero vedere la luce nel 2019, considerando le tempistiche necessarie ai fratelli Duffer per scrivere le nuove trame. Si parla, addirittura, di due nuovi personaggi.

Il successo di Stranger Things

Le biciclette che sfrecciano al calar delle tenebre in una città prossima al sonno, la passione per la fantascienza che unisce un gruppo di ragazzini, la comunicazione che avviene con walkie-talkie e il suono del synth che apre i titoli di coda sono la formula perfetta per i nostalgici del cinema degli anni '80.

Erano gli anni di Ritorno al Futuro, Hellraiser, The Goonies e degli spettatori che fuggivano terrorizzati dal cinema di Demoni, di Nightmare e Halloween. Da Freddy Krueger a Michael Myers, gli incubi di un mondo in continua evoluzione - almeno per gli effetti speciali - si risvegliano nel Sottosopra dove impera il feroce Demogorgone, che tra i miasmi del suo inferno stride, affamato di nuove vite da divorare. Stranger Things ha reso omaggio a tutto questo, strizzando l'occhiolino a tutta la produzione mainstream degli anni '80 e riportando il pubblico a quel momento in cui si spegneva la luce e si osservava lo schermo in silenzio, tra patatine, bibite e jumpscare.

Si ridacchia per il tenero difetto di pronuncia di Dustin e ci si incuriosisce alla prima apparizione di Undici, fino a sentire quel remoto brivido quando il piccolo Will scompare misteriosamente. Da quel momento, tutto diventa una fruizione a ritroso. L'impegno è quello di rivivere le emozioni dell'analogico.