A volte capita, guardi una bella mela, sembra così croccante e succosa ma poi la mordi e scopri che in realtà è farinosa, molle, a tratti marcia. Si prova un po la stessa sensazione guardando il trailer di "You", la nuova serie originale Netflix ispirata all'omonimo libro di Caroline Kepnes. Sembra molto Interessante, una di quelle serie che ti tiene incollato allo schermo e allora la guardi, poi, però, ti rendi conto che è 'farinosa', che insomma le attese non sono state esaudite in pieno. La serie è alla sua prima stagione ed è la nuova arrivata in casa netflix.

Composta di 10 episodi tratta del tema dello stalking, degli amori malati e dell'ossessione per la persona amata.

Cosa non funziona in "You"?

Purtroppo "You" non regge le aspettative. Il tema ha tutte le potenzialità per uno sviluppo corposo che però non avviene. I temi sopra elencati vengono toccati molto 'piano', per la maggior parte delle volte appaiono come flash e poi vengono abbandonati. La trama di "You" ruota principalmente intorno a Joe, un librario che è affetto da una malsana ossessione per Beck, una ragazza conosciuta nella libreria che lui gestisce.

La nuova serie Netflix pecca innanzitutto sulla trama: tutto viene mostrato con troppa spensieratezza cosa che potrebbe portare le menti più "leggere" a pensare che infondo si tratta solo di troppo amore.

La seconda pecca ricade sul pacchetto personaggi, stereotipati e praticamente privi di spessore. Simpatico il metodo della narrazione sotto forma di pensiero in prima persona del protagonista Joe, interpretato da Penn Badgley, che però risulta inefficace nel trasmettere perversione o devianza scadendo in un monologare banale e ripetitivo.

Un espediente che risulta invece efficace quando è unito al discorso giusto, "Dexter" ne è un esempio.

Qui troviamo un'altra macchia, i dialoghi. Un misto di frasi fatte, ripetizioni costanti e banalità. Perfetti se si vuole restare in tema con la superficialità dei personaggi. Penn Badgley sembra avere abbastanza espressività per prestarsi ad una interpretazione più impegnata sul tema ma viene annacquato da un contesto troppo teen per il tema trattato.

I personaggi, le situazioni, i dialoghi, la vita, tutto si svolge in 3/4 ambientazioni, se l'intento era quello di trasmettere abitudine, intimità, fallisce risultando invece pesante e monotono.

"You" non è poi aiutata dalla regia. Tra lampade paranormali che si agitano e serrature che si aprono con la chiave nella toppa opposta, quello che davvero colpisce e fa sorridere è l'assurdità di certe scene.

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Il protagonista, ad esempio, ha un udito pari a quello di Clark Kent nel fiore degli anni. Lo stesso protagonista che onnipresente non viene mai in nessun modo notato da qualcuno pur essendo al suo fianco abbigliato quasi fosse un cosplay di Diabolik alla lunga non regge. Leggerezze che appesantiscono un contesto saturo di imprecisioni che si distribuiscono in un tempo forse troppo lungo. La trama infatti pare diluita in troppe puntate riempite con scene, e soprattutto monologhi del protagonista, di cui si poteva fare, forse, a meno.

Da guardare o no?

In definitiva "You" non è una delle migliori novità del catalogo Netflix, 10 puntate che a tratti si guardano a fatica e spesso con qualche sorriso di imbarazzo. Il tema purtroppo è banalizzato e romanzato, probabilmente mira ad un target più giovane questo però non giustifica certe scelte narrative. Effettivamente nelle ultime puntate la serie si fa più interessante aggiustando il tiro, questo però non basta a salvare questa prima stagione che, lo conferma anche con il finale, appare scontata e abbastanza piatta. Probabilmente "You" finirà tra le serie deludenti di casa Netflix.

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