Il manager britannico Matt Brittin, 57 anni, con una solida carriera nel settore digitale, è il nuovo direttore generale della BBC, una nomina che segna una svolta per l'ultrasecolare istituzione radiotelevisiva del Regno Unito. La scelta, anticipata dai media e confermata dall'emittente, è stata formalizzata la scorsa settimana con il placet del Cda e il consenso informale del governo. L'annuncio ufficiale è atteso a breve, dopo i passaggi tecnici degli organismi di sorveglianza.
Brittin subentra a Tim Davie, dimessosi mesi fa a seguito delle polemiche su un controverso rapporto sull'imparzialità e, in particolare, per lo scontro con Donald Trump.
Questo conflitto culminò in una causa miliardaria intentata dall'ex presidente contro la BBC in Florida. La disputa era sorta per un 'montaggio' di un discorso di Trump del 2021, trasmesso nel Regno Unito a fine 2024, che avrebbe manipolato passaggi per farlo apparire come un'esplicita istigazione all'assalto di Capitol Hill. Tale vicenda ha reso evidente la necessità di una discontinuità nella guida dell'emittente.
Un profilo manageriale e digitale
Laureato a Cambridge, Brittin è stato membro della nazionale olimpica britannica di canottaggio nel 1988 e presiede ancora il circolo canottieri della sua università. Dopo un inizio al tabloid Mirror, ha legato il suo nome a Google, dove per circa dieci anni è stato responsabile prima della filiale britannica e poi delle attività europee, mediorientali e africane.
Negli ultimi due anni, ha guidato la Guardian Media Group, editrice del quotidiano The Guardian, rafforzando la sua esperienza nel settore media.
Il suo impegno civico include la partecipazione dal 2009 al board di The Climate Group, organizzazione no profit per la promozione dell'economia sostenibile e l'obiettivo emissioni zero entro il 2050. Il profilo di Brittin, marcatamente manageriale e orientato al digitale, rappresenta una novità rispetto ai suoi predecessori, spesso con esperienze giornalistiche o televisive tradizionali.
Le sfide della trasformazione digitale
La nomina di Brittin avviene in un momento cruciale per la BBC, modello ultrasecolare di servizio pubblico radiotelevisivo, attualmente in crisi per scandali, polemiche e incertezza di risorse.
L'emittente si confronta con l'influenza crescente di giganti tecnologici come Netflix e YouTube, che stanno ridefinendo il mercato e le abitudini del pubblico, specie tra le nuove generazioni. La scelta di un direttore con esperienza nel business digitale riflette la volontà della BBC di adattarsi, rilanciare strategie e innovare prodotti, potenziando l'iPlayer e cercando nuove fonti di finanziamento oltre il canone.
Contemporaneamente, la BBC è impegnata in delicati negoziati con il governo di Keir Starmer per il rinnovo della Royal Charter, la licenza che ne definisce la missione di servizio pubblico. Il ruolo di direttore generale, di alta visibilità e soggetto a pressioni politiche e culturali (come sottolineato da Tim Davie), richiederà a Brittin di gestire non solo la trasformazione digitale, ma anche le complesse relazioni istituzionali e la reputazione della BBC a livello nazionale e internazionale.