Il conduttore Pierluigi Diaco ha espresso pubblicamente la sua chiara intenzione di votare sì in occasione del prossimo referendum sul sistema giudiziario. La sua presa di posizione, comunicata attraverso una dichiarazione all'Adnkronos, mette in luce una critica marcata alla percezione pubblica delle scelte di voto in Italia. Diaco ha infatti evidenziato come, a suo avviso, nel panorama italiano chi opta per il no venga spesso elevato al ruolo di testimonial, mentre chi decide di sostenere il sì sia frequentemente etichettato in modo dispregiativo come un lacchè.
Il conduttore ha altresì sottolineato di essere pienamente consapevole delle potenziali ripercussioni legate alla sua presa di posizione, dichiarandosi disposto ad affrontare le critiche e le etichette riduttive che potrebbero essergli attribuite in seguito a tale scelta. Ha affermato di pagare volentieri il prezzo di essere liquidato come “l’amico di, il servo di…” e via dicendo, pur di esprimere la propria convinzione.
Le dichiarazioni di Diaco
"Voto sì al Referendum. In Italia se voti no diventi un testimonial, se voti sì sei un lacchè. Questa narrazione è talmente insopportabile che pago volentieri il prezzo di essere liquidato come 'l’amico di, il servo di…' e via dicendo", ha detto Pierluigi Diaco parlando del Referendum costituzionale che si terrà domenica 22 marzo e lunedì 23.