Ross Davidson, conosciuto anche con lo pseudonimo di Ross Wild ed ex cantante degli Spandau Ballet, è stato condannato a quattordici anni di reclusione. La sentenza, emessa dalla Wood Green Crown Court di Londra, lo ha riconosciuto colpevole di stupro, tentato stupro e violenza sessuale. Davidson, 37 anni, era entrato nella celebre band pop britannica nel 2018, prendendo il posto dello storico frontman Tony Hadley. I reati contestati si sono verificati tra l'agosto 2013 e il dicembre 2019, un periodo di significativa attività per la sua carriera, che lo vedeva impegnato sia con gli Spandau Ballet sia nel noto musical del West End "We Will Rock You".

Le indagini hanno permesso di ricostruire una serie di abusi commessi ai danni di sei donne, alcune delle quali si trovavano in stato di incoscienza. Davidson si era inoltre filmato durante le violenze e deteneva materiale video non consensuale fino al dicembre 2019. La sentenza è giunta al termine di due distinti procedimenti giudiziari. Il primo, conclusosi nel 2024, riguardava accuse di violenza sessuale e voyeurismo nei confronti di quattro vittime. Il secondo, culminato con la condanna del 30 aprile 2026, verteva su episodi di violenza sessuale avvenuti a Londra nel marzo 2015 e altri fatti accaduti in Thailandia nel dicembre 2019. Durante i processi, è emerso un "lato oscuro" dell'artista, descritto dall'accusa come un uomo convinto di poter ottenere "sesso a comando".

Sebbene Davidson abbia ammesso la sua responsabilità solo per i reati di voyeurismo, si è sempre dichiarato innocente per le accuse di stupro e tentato stupro, sostenendo la natura consensuale degli incontri e definendosi "sex positive". Nonostante la sua difesa, la giuria della Crown Court lo ha riconosciuto colpevole dopo oltre undici ore di camera di consiglio.

Le reazioni alla sentenza e il ruolo delle vittime

Nel corso del dibattimento, l’accusa ha presentato numerose prove video e testimonianze. Alcune delle vittime hanno raccontato di essersi svegliate durante l'aggressione da parte di Davidson, provando un profondo senso di impotenza e paura. Un'altra donna, vittima dell'episodio avvenuto in Thailandia, ha scoperto solo in un secondo momento di essere stata ripresa mentre dormiva.

Dopo la lettura della sentenza, il giudice ha duramente criticato il comportamento dell'imputato, definendolo "totalmente spregevole" nei confronti delle donne. Il detective constable Kamila Kedadrova, membro del team investigativo, ha evidenziato come Davidson fosse un "autore reiterato" di tali crimini, sottolineando il ruolo fondamentale delle vittime per l'accertamento della verità giudiziaria. Julie Currie, rappresentante del Victim Navigator Programme di Justice & Care, ha elogiato il coraggio delle sopravvissute e l'importanza di un supporto strutturato e sensibile al trauma per le persone coinvolte.

Il percorso artistico e l'ombra della condanna

Ross Davidson aveva intrapreso una carriera musicale significativa, sebbene la sua permanenza come cantante degli Spandau Ballet sia stata relativamente breve.

La band, icona della scena pop britannica degli anni Ottanta, aveva visto nuove formazioni negli ultimi anni, cercando di mantenere la propria continuità dopo l'abbandono dello storico frontman Tony Hadley. Davidson si era inoltre distinto come interprete versatile, ricoprendo ruoli di rilievo nel musical "We Will Rock You", celebre spettacolo del West End basato sui grandi successi dei Queen. Tuttavia, la sua vicenda giudiziaria getta una profonda ombra sul suo percorso artistico, ponendo in evidenza le cruciali tematiche della tutela delle vittime e della responsabilità nel mondo dello spettacolo internazionale. Sebbene al momento non risultino ulteriori accertamenti pendenti, il caso è stato seguito con grande attenzione dai media e dalle istituzioni inglesi, diventando un esempio di sensibilizzazione pubblica contro le violenze che possono manifestarsi nelle relazioni di potere all'interno del panorama artistico e musicale.