The Weeknd ha inaugurato la prima delle sue tre serate sold out a San Siro, stabilendo un nuovo standard per i concerti. L’artista canadese, Abel Tesfaye, ha presentato a Milano una produzione imponente, con scenografie futuristiche e una narrazione visiva cinematografica. Con numeri da record – oltre 7,5 milioni di biglietti venduti e più di un miliardo di dollari di incassi in 153 concerti – il suo tour si conferma tra i più seguiti e redditizi nella storia del pop.

Lo show: arte e tecnologia

La produzione milanese è stata dominata da una gigantesca statua dorata di Hajime Sorayama, la più grande mai commissionata per un concerto.

Una passerella monumentale ha attraversato il prato, tra rovine, fiamme e laser di una scenografia distopica. Mascherato e tra ballerini incappucciati, The Weeknd ha svelato il volto dopo le prime canzoni. Il suo look, jeans, utility vest e crocifisso, ha richiamato l’estetica post-apocalittica.

Scaletta e omaggi

La scaletta ha incluso circa quaranta brani, tra cui ‘Baptized in Fear’, ‘After Hours’, ‘Starboy’, ‘Heartless’ e l’esplosiva ‘Blinding Lights’. Durante la serata, The Weeknd ha ospitato Playboi Carti e ha omaggiato Giorgio Moroder, riconoscendone l’influenza. Il pubblico, con migliaia di braccialetti luminosi sincronizzati, ha trasformato lo stadio in una ballroom futuristica. Il finale, con ‘House of Balloons’ e ‘Moth to a Flame’, ha unito musica, arte e tecnologia.

Impegno e impatto globale

Oltre allo spettacolo, il tour si distingue per l'impegno umanitario: oltre 8,5 milioni di dollari destinati a fondi benefici, e ogni biglietto venduto sostiene il World Food Programme. Le date milanesi sono tra le ultime tappe europee di un tour che ha ridefinito gli standard economici e artistici dei concerti, lasciando un segno indelebile nella storia dei live.