È stato un inizio settimana tragico per migliaia di pendolari italiani: treni in ritardo, corse saltate, disservizi di ogni genere hanno compromesso le giornate di tantissimi lavoratori e studenti. Trenord si difende parlando di problemi tecnici, ma le associazioni dei consumatori non ci stanno: reclamano rimborsi e annunciano class action contro l’azienda.

Da lunedì mattina, i tabelloni impietosi hanno segnalato ritardi e cancellazioni sotto gli occhi smarriti dei viaggiatori. La motivazione? Trenord ha dato la colpa ad un malfunzionamento del sistema informatico di assegnazione dei turni dei dipendenti: i problemi sarebbero da attribuire all’adozione di un nuovo software “introdotto per governare in automatico i movimenti dei locomotori e la gestione del personale”.

Una giustificazione che non è stata giudicata sufficiente dalle associazioni dei consumatori: Adusbef e Federconsumatori hanno chiesto a Trenord l’immediato risarcimento dei danni patiti dai cittadini, oltre ad annunciare l’avvio di una class action contro l’azienda. Class action già partita, invece, è quella del Codacons, a cui tutti i viaggiatori possono aderire: l’invito è a conservare non solo gli abbonamenti mensili e annuali, ma anche il settimanale, il carnet ed i biglietti giornalieri e a contattare nei prossimi giorni la sede del Codacons di Milano.

"E' una vergogna - ha dichiarato il presidente del Codacons, l’avvocato Marco Maria Donzelli -.  Non sappiamo se quello che si è verificato è colpa di un software pagato a caro prezzo, se dipende dal fatto che non è stato testato, come dovrebbe normalmente avvenire, o da quali altri motivi.

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Quello che è certo è che un intero sistema di trasporti regionale non può andare in tilt in questo modo e per così tanti giorni. Da qui la decisione di procedere con un'azione legale collettiva".