E' necessaria la caparbietà di chi ama per avvicinarsialla montagna. Possederla mai, ovvio. La passione, dopo anni, la conservano icomponenti della spedizione in Patagonia: LucaD'Andrea, Massimo Massimiano, Roberto Iannilli e Lorenzo Nocco che per"campare" si occupano d'altro. Ma per "vivere" hanno bisogno di cimentarsi conle impervie ascese rocciose. La spedizione durerà all'incirca 35 giorni. Asponsorizzarla le sezioni del CAI diSulmona, Roma e Bassano del Grappa a cui va reso merito per averlasostenuta (c'è da dire, anche economicamente). Gli escursionisti partiranno il16 gennaio alla volta del Parco Nazionale Perito Moreno (area ed accessolimitato).
Là è prevista l'ascensione del Pilastrosud del Cerro San Lorenzo.
Uno sperone di roccia di quasi 3.000 metri. Ilsolo pensiero fa rabbrividire. Ma, allo stesso tempo, ci riempie d'orgogliopoiché due sulmonesi si accingono a compiere un'impresa impegnativa e con quelpo' di rischio da renderla storica. Già, storica. Difatti, è la primaascensione di una spedizione tutta italiana che si arrampicherà sul Cerro SanLorenzo, seconda vetta più alta dellaPatagonia a sud del lago General Carrera.
La precedente risale al 1943. Fu opera del salesiano ed esploratore Alberto M. D'Agostini (fratello diGiovanni, fondatore dell'omonima casaeditrice) che vi salì per la prima volta, però dal versante cileno.
Altreimprese si sono succedute, ma nessuno ha mai attaccato la parete est. L'impresasi svilupperà attraverso una serie di tappe da Buenos Aires, lungo gli oltre600 km., fino al primo campo base. Da qui, effettueranno un ulteriore percorsoa piedi per trasportare a spalla tutto il materiale di sostentamento per 30giorni, poiché nella zona è vietato l'impiego di qualsiasi mezzo quanto d'affidarsia portatori. Lo spirito che anima l'alpinismo è innanzitutto cercared'instaurare uno rapporto con l'ambiente e con la parte più intima di sestessi. La concezione dei componenti della futura impresa in Patagonia rientraperfettamente in tale concetto. Benché, oggigiorno, risulti difficile. Oramail'alpinismo, persino quello che sembra più temerario rientra nei pacchetti diviaggi per amanti delle "false" emozioni.
E' sufficiente pagare per ritrovarsiin cima ad un crinale himalayano, magari arrivandoci per mezzo di una stradaferrata.
Ben altra faccenda riguarda i nostri esploratori. Dal2004 al 2010, hanno eseguito tre ragguardevoli spedizioni: in Aconcagua, crestaest San Lorenzo e Nevado Quillujirca (Ande peruviane). Per quest'ultimaspedizione hanno ritirato il prestigioso premio PaoloConsiglio per l'attività alpinistica extra europea. Gli accademici del CAI sono stati concordi nel considerareil carattere esplorativo dell'impresa, essendo state aperte due nuove vie sulNevado Shaqsha (5.703 m.).
Ora, non resta che attendere l'esito della spedizione.Di certo, i "quattro moschettieri" scriveranno una nuova bella pagina di purastoria alpinistica, non compresa tra gli allettanti pacchetti "all inclusive"degli operatori turistici.