"Ryanair. Low cost ma a che prezzo?", è questo il titolo eloquente del libro-denuncia uscito il 24 maggio in Francia, in cui viene messa in discussione non solo la sicurezza della compagnia irlandese, ma il principio stesso del "low cost".

L'autore è un dipendente, un comandante per la precisione, che racconta il costante stress a cui sono sottoposti i membri dell'equipaggio; in particolare proprio la categoria dei piloti è quella che si trova a subire maggiormente disagi, con scali di 25 minuti e condizioni di lavoro insostenibili: "Sareste tranquilli in quanto passeggeri se sapeste che il comandante ha dormito appena 3 o 4 ore la notte precedente?", chiede il pilota-scrittore mettendo in evidenza i ritmi infernali, sostenendo che "Si tratta continuamente di far regnare la paura con tattiche di minaccia, intimidazione e punizione", denunciando, così, anche la cultura aziendale di Ryanair.

Il pilota rivela, inoltre, l'ossessione della compagnia, amministrata da Michael O'Leary, per il risparmio del carburante, arrivando ad organizzare, addirittura, una gara interna, con una classifica mensile, tra i comandanti di bordo per il miglior risparmiatore.

Per l'autore, Ryanair è una "pura macchina finanziaria, la cui unica vocazione è generare profitti. Non ha alcuna considerazione, né morale, né sociale".

Il responsabile della comunicazione dell'azienda, Robin Kiely, ha dichiarato che Ryanair si sta già muovendo per vie legali. "La questione è ora oggetto di un procedimento penale. Le affermazioni contenute in  questa pubblicazione sono false e confutate dalla recente dichiarazione congiunta delle autorità di sicurezza irlandese e spagnola, che ha confermato che gli standard di sicurezza di Ryanair erano 'alla pari con le più sicure compagnie aeree in Europa'."