Cosa vedere a Palermo? Ecco alcuni itinerari culturali della Sicilia.

Dal Palazzo Reale ai Quattro Canti. La passeggiata per la città dovrebbe partire dal Palazzo Reale o dei Normanni, eretto su vestigia puniche e romane, che raggiunse il suo massimo splendore in epoca normanna, grazie soprattutto a Ruggero II. A lui è dedicata la bellissima sala ricca di mosaici fiabeschi, aperta al pubblico insieme alla Sala dei Venti e alla Sala d'Ercole, dove si riunisce il Parlamento Siciliano. All'interno del Palazzo Reale, la Cappella Palatina, voluta da Ruggero II, è uno splendido esempio di armonia fra le diverse culture che abitarono la Sicilia e che la politica normanna seppe far coesistere con straordinario equilibrio.

Lasciandosi alle spalle il Palazzo Reale e raggiungendo la Piazza della Pinta, si giunge in via Benedettini alla Chiesa di San Giovanni degli Eremiti: inconfondibili le sue cupole rosse su corpi cubici, tipicamente musulmani ed il profumo dei gelsomini e della zagara proveniente dal giardino che circonda lo splendido chiostro. Risalendo, su via Matteo Bonello, chiusa tra due torri, vi è la facciata principale della Cattedrale, testimonianza di svariate epoche e stili, a volte in contrasto fra loro. È comunque il prospetto meridionale su corso Vittorio Emanuele, con l'elegante portico gotico-catalano, quello più spettacolare e scenografico. Da lì, il 14 luglio muove "il festino": il fastoso carro di Santa Rosalia e la solenne processione si snodano per tutto il Cassaro, fino alla "marina".

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Percorrendo questo tratto di Corso Vittorio Emanuele verso la via Maqueda, si giunge alla Piazza Bologni, una delle più belle piazze barocche di Palermo,che, nonostante le distruzioni belliche e le manomissioni, ha conservato, come tanti altri luoghi del centro storico, la sua unicità e la sua armonia. Da Piazza Bologni, su per la Salita Raffadali, si arriva alla Chiesa del Gesù (Casa Professa), prima chiesa fondata dai Gesuiti, arricchita dagli stucchi del Serpotta. Lì, ha sede la Biblioteca Comunale.

Da non perdere sono le bancarelle dell'antichissimo e variopinto mercato di Ballarò, e attraverso l'intricato dedalo di vicoli, cortili, ci si trova sul Cassaro, giù fino ai Quattro Canti.

Dal Palazzo delle Aquile alla Marina. L'apertura della via Maqueda non turba la bellezza di Piazza Pretoria, su cui si affaccia il Palazzo di Città, e ornata sul finire del '500 da una bellissima fontana. Oltre Piazza Pretoriauna, c'è la Chiesa Martorana.Vi sicelebrano oltre quelli cattolici, anche i riti greco-ortodossi.

Il taglio di una via così "cerimoniale" ed i palazzi eleganti che vi sorsero, nascosero e accentuarono il carattere popolare dei quartieri preesistenti, dove le strade recanti i nomi di antiche corporazioni ci svelano un tessuto sociale che non ha resistito alle trasformazioni del tempo e che oggi è andato distrutto.

Attraversando via Roma, si giunge a Piazza Magione. Nei pressi del Foro Italico, dove da sempre, si conclude il "festino" di Santa Rosalia, tra lo scoppio dei fuochi d'artificio e l'accalcarsi della folla, l'Orto Botanico di fama internazionale per la varietà e la rarità delle sue piante, e la Villa Giulia.

Dalla Gancia al Politeama. Nella storica via Alloro ci sono la Chiesa della Gancia. La strada, che ospita laboratori artigianali e anche un teatro dell'Opera dei Pupi, sbuca in via Maqueda, esattamente all'altezza del Teatro Massimo. Il Teatro a Palermo splende e vive, in tutta la sua imponente bellezza.