Se a qualcuno di voi è andata un pò meglio che a Renzi, che ieri ha trovato 20 euro per terra, e gli è capitato invece di rinvenire, per caso, circa 1500 euro dalla strada, allora, se non ha nulla di meglio da fare con quei soldi, potrebbe decidere di spenderli ad Ibiza.

Sicuramente pensare a Ibiza fa venire a tutti in mente l'isola del divertimento più sfrenato e trasgressivo. Rispetto a qualche decennio fa ovviamente, Ibiza è una delle prime isole d'Europa e tra le prime al mondo nel comparto dei locali notturni e delle discoteche, pure queste, esclusive. E invece in questo caso si deve abbandonare la visione stereotipata della più nota isola dell'arcipelago delle Baleari, ed è ciò che la stessa Ibiza intende fare con l'apertura del ristorante più caro del mondo.

Secondo quanto riferito dalla versione on line de La Repubblica, il ristorante, la cui inaugurazione è prevista per i primi di giugno, si chiamerà "SubliMotion", nome alquanto evocativo, che si propone di coniugare sostanzialmente tre cose: buon cibo, e ci mancherebbe dato il prezzo finale, l'arte e, ovviamente dati i tempi che corrono, la tecnologia. Il tutto, come anticipato, alla modica cifra di euro 1500 per circa venti portate. Lo chef sarà lo spagnolo Paco Roncero, premiato con due stelle Michelin.

Se vi sembra una follia, e in effetti pensandoci potrebbe anche sembrarlo, dovete però tenere presente che più che un pranzo, sarà, come riportato su La Repubblica, "un'avventura gastro-sensoriale", in cui verranno stimolati tutti i sensi. Un pò come in una normalissima cena, verrebbe da pensare ad essere maliziosi.

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Ad ogni modo anche la sala, dove i clienti degusteranno la loro avventura è del tutto inusuale, coperta da schermi, presenti anche sui tavoli. Il menù, a poche settimane dall'apertura, è ancora ovviamente top-secret. E sempre con malizia si potrebbe pensare che anche questo sia un bene. Tuttavia indiscrezioni confermano che sarà concepito all'insegna di immersività, multisensorialità e, come poteva mancare, "molecolarità". Ma una carbonara, no?