In estate molti sono alla ricerca di vacanze in luoghi di mare da sogno; in Italia fortunatamente ci sono tanti posti meravigliosi ma per chi ama le acque cristalline e le spiagge per tutti i tipi che vanno da quelle bianchissime a quelle rocciose, un viaggio a Lampedusa almeno una volta nella vita va fatto.

Lampedusa fa parte dell’ Arcipelago delle Pelagie, insieme a Linosa e Lampione, ed è l’ultimo lembo di terra italiana distando solo 113 chilometri dalle coste tunisine e 205 chilometri da quelle della Sicilia.

Il clima dell’isola è caratterizzato da estati calde e molto asciutte con pochissime precipitazioni durante l’anno e un persistente spirare dei venti che rendono più sopportabile il caldo estivo.

Il modo più semplice per raggiungere Lampedusa è per via aerea, grazie ad un piccolo aeroporto internazionale costruito nel 2012.

La spiaggia dei Conigli

Situata nella parte sud-ovest dell’isola viene considerata la spiaggia più bella d’Italia e tra le più belle del mondo. Il suo mare cristallino e la sabbia bianchissima fanno molto pensare alle splendide spiagge dei Caraibi.

E’ raggiungibile in una ventina di minuti attraverso un sentiero abbastanza agevole ma perennemente sotto il sole (è infatti consigliabile scendere entro le 10 del mattino e risalire dopo le 18). Questo piccolo sforzo è però super ripagato dalle viste mozzafiato che si incontrano scendendo: dal colore turchese della Tabaccara all’isola dei Conigli (un isolotto situato di fronte che da il nome alla spiaggia) dove si trova uno dei pochi siti accertati di ovo deposizione della tartaruga marina Caretta Caretta.

Una curiosità sul nome dell’isola: l’ipotesi più accreditata pare sia un qui pro quo linguistico: nel 1824 l’ammiraglio Smith la nomina “Rabit Island” (in arabo Rabit significa collegamento) ma sembra che nelle cartografie successive il nome Rabit sia stato tradotto dall’inglese Rabbit che significa appunto coniglio.

Le spiagge più belle raggiungibili via terra

A Lampedusa non c’è solo la spiaggia dei Conigli: l’isola è piena di calette meravigliose, la maggior parte raggiungibili via terra mentre alcune solo via mare e tutte diverse l’una dall’altra. Si passa infatti velocemente dalle spiagge bianchissime alle cale rocciose, da un mare dal colore turchese a quello di colore smeraldo.

Tra quelle più belle raggiungibili facilmente percorrendo la costa con qualsiasi mezzo di trasporto c’è sicuramente Cala Croce, che è formata da tre piccole insenature, una scogliosa e due di sabbia bianca; le sue acque sono di un colore azzurro molto intenso ed è presente uno stabilimento e diversi chioschi.

Una delle spiagge più frequentate è di sicuro la spiaggia della Guitgia, che è la seconda più grande dell’isola ed ha una sabbia bianchissima e vanta una posizione decisamente comoda; è la spiaggia preferita dalle famiglie.

Invece per gli amanti delle attività subacquee e dell’avventura, un posto di rilievo lo merita senza dubbio Cala Creta, una caletta rocciosa dal colore verde smeraldo.

L’unica piccola pecca è che i posti per rilassarsi al sole sono molto limitati quindi è consigliabile andare il mattino presto per godersi a pieno questa bellissima insenatura.

Le calette più belle raggiungibili via mare

A Lampedusa è quasi d'obbligo un’escursione dell’isola via mare, con la barca Liliana o con una delle tantissime altre imbarcazioni presenti al porto: si può vedere l’isola nella sua totale bellezza e fare dei bagni in due delle calette più belle di Lampedusa:

  • La Tabaccara, situata nel versante sud accanto all’Isola dei Conigli; grazie alla trasparenza delle sue acque tuffarsi in questa cala è come fare un bagno in una grande piscina di acqua salata. Inoltre, nelle giornate di mare piatto, le imbarcazioni che si fermano sembrano fluttuare sopra di esso;
  • Il Muro Vecchio, situato lungo la costa nord è di una bellezza superlativa. Si è formato con il crollo di un costone di roccia bianca che ha dato al mare circostante colori incantevoli che vanno dal bianco al turchese e che hanno reso questo posto uno dei più frequentati da chi circumnaviga l’isola.
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