Corigliano Calabro nel 2018 è stato accorpato con la vicina Rossano (provincia di Cosenza) dopo un referendum, dando vita quindi al comune di Corigliano-Rossano. Ma la storia del paese di Corigliano Calabro ha origine prima dell’arrivo dei Greci; tuttavia, la fase di splendore del paese iniziò in epoca medievale, quando il duca normanno Roberto il Guiscardo, dopo l’insediamento a Rossano, ordinò nel 1073 la costruzione di un castello nel vicino piccolo borgo di Corigliano, al fine di scoraggiare tentativi di ribellione dei sudditi bizantini.

Dopo mille anni, esso è considerato fra i castelli più belli e meglio conservati esistenti nell'Italia meridionale ed il meglio preservato di tutta la Calabria.

Da presidio militare a castello nobiliare

Con la modifica dei gusti, i proprietari dei secoli successivi trasformarono radicalmente l’aspetto del fortilizio, che ormai aveva cambiato funzione ed era divenuto soprattutto una sontuosa magione aristocratica. I più grandi interventi furono operati dai Sanseverino tra il XIV e il XVI secolo e dai Salluzzo tra il XVII e il XVIII. Il risultato è quello di un maestoso monumento, che coniuga l’imponente aspetto militare con quello sfarzoso delle lussuose decorazioni e del ricco mobilio. Tra le numerose cose da vedere si segnalano il giardino sottostante il maniero, a libero accesso, la sala da ballo dorata dotata di ampi specchi, le cucine con utensili d’epoca ed infine la torre mastio, sopravvivenza della struttura originale normanna, con gli splendidi affreschi mitologici e storici, le vetrate colorate e la terrazza circolare affacciata sul golfo di Corigliano e sui monti del Pollino e della Sila.

Il resto della parte storica del paese, posta su un’altura, è semplice ma piacevole da visitare: oltre alla villa sopramenzionata, vi sono il Ponte Canale, acquedotto ben conservato sul quale è possibile salire, e la Chiesa di Sant’Antonio.

Il degrado dietro lo splendore

Al di là del centro storico, altre zone di Corigliano soffrono di uno stato di decadenza oramai cronico.

Fuori dal centro abitato, il Forte San Mauro, edificato per volere di Bernardo Sanseverino nel 1515, versa in uno stato di totale abbandono. Nell’area di Marina di Schiavonea, il problema dei rifiuti è persistente, persino sul lungomare e sulle enormi spiagge, l’acquario è in perenne fase di allestimento e il Quadrato Compagna, aperto solo in occasione di fiere ed eventi, necessiterebbe un restauro.

Dall’altra parte della strada, però, merita una visita il Santuario di Santa Maria ad Nives, in particolare la piccola statua bianca e dorata dell’arcangelo Michele.

Informazioni utili su Corigliano Calabro

Tra il centro storico e la marina si trova la stazione ferroviaria, collegata alle due aree da una linea di bus. Per quanto gli orari non siano particolarmente affidabili, le corse sono regolari ed i prezzi sono ragionevoli. Al momento soltanto in auto si può raggiungere il Castello di San Mauro, per il quale si spera un deciso intervento di recupero, come per altre zone di questo comune calabrese che, al di là dei problemi, ha molto da offrire a chi sa apprezzare la storia e l’arte.

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