Nelle profondità di Selinunte, antica città greca della Sicilia, è stata ritrovata una testa di leone in marmo. Questo pezzo di storia è stato scoperto durante una missione di scavo condotta dall'Università di Bochum, in Germania, che si è concentrata sul traffico navale del porto orientale di Selinunte.

L'archeologo Jon Albers, già noto per la scoperta di un complesso di fornaci antiche lungo il letto del fiume che attraversava la città, è stato il protagonista di questa scoperta. La testa di leone è stata trovata in uno degli spazi che si crede fosse un antico magazzino lungo la strada che conduceva al porto.

La testa sarà esposta al Baglio Florio nel Parco di Selinunte a partire dal prossimo sabato. Il reperto sarà presentato alle 16 e ci saranno il direttore dell'istituto Archeologico Germanico di Roma, Ortwin Dally, lo stesso Albers e Felice Crescente direttore del Parco di Selinunte.

La scoperta

La testa di leone è una scultura in marmo di notevole valore artistico. Si presume che abbia ornato la sommità di un tempio sconosciuto o poco conosciuto, forse mai documentato in precedenza. Questo manufatto in marmo prezioso è un pezzo di un antico puzzle, e la sua scoperta apre nuove strade per la comprensione della storia di Selinunte e della Sicilia greca. Uno dei misteri più affascinanti legati a questa scoperta è l'identità del tempio a cui apparteneva questa testa di leone.

Mentre alcune indicazioni suggeriscono che potrebbe essere collegata al Tempio e non esiste una corrispondenza perfetta. Questo ha portato gli archeologi a considerare l'ipotesi che possa appartenere a un tempio ancora sconosciuto.

La funzione delle sima: un aspetto pratico e decorativo

La testa di leone in questione faceva parte di ciò che gli archeologi chiamano "sima", un elemento architettonico tipico dei templi dell'antica Grecia. Le sima avevano una doppia funzione. Innanzitutto, servivano come elementi decorativi elaborati, aggiungendo bellezza e maestosità ai templi.

In secondo luogo, le sima avevano un aspetto pratico: raccoglievano l'acqua piovana attraverso beccucci a forma di teste di leone e la convogliavano lontano dal tempio.

Questo aspetto idraulico delle teste di leone è un esempio dell'ingegnosità degli antichi costruttori nel gestire le risorse idriche delle loro città. Un altro aspetto particolare di questa testa di leone è che è incompleta. Manca il beccuccio per l'acqua e la criniera posteriore del leone. Anche la decorazione nella parte superiore della lastra non è stata terminata.

La rarezza del marmo nell'antichità e i contatti commerciali

Ciò che rende questa scoperta ancora più straordinaria è il materiale con cui è stata realizzata. Questa testa di leone è stata scolpita in marmo, un materiale estremamente raro e prezioso nell'antichità. Il marmo utilizzato potrebbe provenire dall'isola greca di Paros, che suggerisce contatti commerciali e culturali tra Selinunte e le isole greche.

Fino a oggi, sono noti solo nove templi del V secolo con simili teste di leone in marmo greco in tutta l'Italia meridionale e in Sicilia, scoperti principalmente nel XIX e all'inizio del XX secolo. La testa di leone di Selinunte è un'aggiunta notevole a questa lista esclusiva.