L'Autorità nazionale #anti-corruzione (Anac), rappresentata dal presidente Raffaele Cantone denuncia la #rai per la presenza di irregolarità e sostanziali insufficienze di documentazione, durante le procedure di nomina di 21 dirigenti esterni. Lo stop del magistrato Anac riguarda la non corretta applicazione delle norme anti-corruzione, malgrado l’utilizzo di sistemi più snelli e trasparenti, per la ricerca del personale. La denuncia per irregolarità nei confronti della storica azienda radio visiva era stata già presentata nei mesi precedenti da Unione Sindacale Giornalisti Rai (USIGrai), insieme alla FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana), con un esposto inoltrato alla stessa autorità, alla Corte dei Conti del Lazio e al Codacons.

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E' mancato il job posting

Secondo quanto enunciato da Anac, durante le procedure di selezione dei dirigenti Rai non è stato utilizzato lo strumento del job posting se non in un caso specifico, quello per la nomina della posizione di “Chief of Brand and Creative". Il sistema del job posting, attraverso una procedura telematica, consente alle aziende di ricercare personale direttamente dal proprio sito (sezione "lavora con noi"), proponendo vari profili professionali, con tutti i criteri di valutazione del candidato e la modulistica per effettuare la candidatura online. in particolare, nel caso specifico dei 21 dirigenti di Viale Mazzini, Anac contesta al direttore generale Antonio Campo Dall'Orto poca trasparenza e mancanza di “ricognizione preventiva delle professionalità interne che, in conformità a quanto previsto nel Piano e diversamente da quanto riscontrato con riferimento alle procedure di assunzione analizzate dall'Autorità, deve essere effettuata tramite lo strumento del job posting, da utilizzarsi in modo preventivo e non concomitante rispetto all'avvio di procedure di selezione esterna".

Delle 21 asunzioni, che secondo Anac avrebbero bypassato le norme anti-corruzione durante la selezione dei dirigenti Rai, nove sono state effettuate durante il piano Rai 2015/2017, mentre le restanti in seguito all’approvazione del programma anti-corruzione triennale 2016/2018, per un totale di 10 #nomine a tempo determinato e 11 a tempo indeterminato.

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Il giudizio dell’Autorità si riversa sulle procedure selettive che "rispettano a grandi linee i principi generali" ma nel contempo rilevano "carenze documentali, specie con riferimento alle fasi di ricognizione interna e della selezione esterna, che non consentono la piena rintracciabilità delle attività svolte, con conseguenze negative in termini di trasparenza". Sotto accusa anche un caso di conflitto di interessi per la posizione di “Cso-Direttore Security and Safety”, in quanto si sarebbe portata avanti “la candidatura del figlio di uno dei propri soci”.

La lista

Questa la lista dei dirigenti Rai di fresca nomina segnalata da Anac: Gianluca Semprini, Carlo Verdelli, Gabriele Romagnoli, Daria Bignardi, Guido Rossi, Raffaele Agrusti, Giovanni Parapini, Gianpaolo Tagliavia, Pierpaolo Cotone, Diego Antonelli, Ilaria Dallatana, Paolo Galletti, Rosetta Giuliano, Cinzia Squadrone, Genseric Cantournet, Luigi Coldagelli, Francesco Canetta, Antonella Di Lazzaro, Roberto Bagatti (unico caso di utilizzo del job posting), Alessandro Lostia, Massimo Coppola e Francesco Merlo.

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Di rimando, Il Consiglio della Rai fa presente ad Anac" problematiche specifiche per la modalità e la procedure di reclutamento del personale dirigente".

Istituita per garantire il lecito e la trasparenza esecutiva della Pubblica Amministrazione italiana, Anac non ha potere giudiziario per delegittimare "le procedure di assunzione o requisiti di partecipazione delle procedure concorsuali" di Rai, tanto meno indagare "sull'ammontare degli stipendi": il suo è un mero ruolo di controllo sulla corretta "applicazione e efficacia" delle misure anti corruzione. Quindi un nulla di fatto, le nomine “incriminate” restano al loro posto se il caso non viene impugnato dalla competente Autorità giudiziaria.