I venti di guerra provenienti dalla Corea del Nord e l'attentato terroristico di Parigi rivendicato dall'Isis, hanno posto per il momento la questione siriana in secondo piano rispetto ad altri tragici eventi internazionali. Gli echi della strage di Khan Sheikhun non si sono ancora spenti, per gli Stati Uniti non c'è dubbio che il presunto attacco con armi chimiche sia stato ordinato dal governo di Damasco. In merito, i servizi segreti statunitensi hanno affermato di essere in possesso di "prove schiaccianti che inchiodano Assad". Da parte sua, il presidente siriano ha già predisposto le sue contromosse. In primo luogo ha dato ordine di spostare il grosso della sua aviazione militare in prossimità di una base russa.

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Il sito scelto è quello dell'aeroporto internazionale 'Assad', vicinissimo a Khmeimim dove sono di stanza gli aerei militari di Mosca. Il piano è stato elaborato praticamente all'indomani del raid di Washington alla base di al-Shayrat, in questo modo Damasco conta di prevenire qualunque altra possibile 'ritorsione' americana, considerato che un eventuale nuovo attacco finirebbe per minacciare anche l'aviazione russa.

La richiesta di Assad all'ONU

La seconda mossa di Bashar al-Assad è diplomatica. Il numero uno del governo siriano ha formalmente richiesto alle Nazioni Unite l'invio di ispettori ed esperti di armi chimiche per indagare su quanto avvenuto nella provincia di Idlib. Ad oggi non c'è alcun riscontro ufficiale a questa richiesta. "L'ONU non ha inviato nessuno - ha detto Assad, intervistato dall'agenzia russa Ria Novosti - perché gli Stati Uniti ed i Paesi occidentali non vogliono che sia inviata alcuna delegazione".

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Il presidente siriano ha ricordato di aver già inviato in passato richieste del genere alle Nazioni Unite. "La prima volta accadde un paio di anni fa, quando i terroristi attaccarono il nostro esercito. Noi avevamo inviato una richiesta all'ONU per l'arrivo di un gruppo di esperti, allo scopo di dimostrare che i terroristi avevano usato il gas contro i nostri soldati. Poi - aggiunge - ci sono stati altri casi in cui abbiamo richiesto l'invio di una delegazione di ispettori, ma non è mai arrivato nessuno. Non arriverà nemmeno questa volta, se ciò accadesse ci si rendererebbe conto che quanto afferma l'Occidente è una menzogna".

Lavrov: 'L'atteggiamento USA è allarmante'

Precise accuse nei confronti di Washington giungono anche dal Cremlino. "Gli Stati Uniti ed i loro alleati si oppongono all'invio di esperti nella provincia di Idlib, dove si è verificato l'incidente per l'uso di armi chimiche. Sicuramente si tratta di un atteggiamento allarmante", ha detto il ministro degli #Esteri, Sergej Lavrov.

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La Russia parla di "incidente" e la tesi di Mosca in merito è sempre stata quella di un bombardamento dell'aviazione siriana che, colpendo un deposito militare dei ribelli dove era nascosto un arsenale chimico, avrebbe scatenato un'esplosione e la conseguente fuoriuscita di gas tossici. "Le azioni degli Stati Uniti sono inquietanti e indicano il tentativo di trovare una scusa per spostare l'attenzione della comunità mondiale e creare i presupposti per un cambio di governo in #Siria". La posizione russa dinanzi ai fatti di Khan Sheikhun ed al successivo raid americano alla base di al-Shayrat è piuttosto nota. "Nella provincia di Idlib si è verificata una provocazione pianificata, utile all'amministrazione degli Stati Uniti", ha detto recentemente il primo ministro Dmitry Medvedev di fronte alla Duma di Stato (la camera bassa del parlamento di Mosca, ndr).