Negli ultimi tempi nei paesi dell'Unione Europea si sta assistendo a una sempre più forte ascesa e avanzata dell'estrema destra, dalla Francia all'Italia passando per l'Austria.

Tale ascesa è da ricondurre a varie cause, tra cui la forte crisi economica e finanziaria che sta attanagliando i paesi dell'Ue dal 2009, così come la sempre più crescente crisi di rappresentanza di cui soffre la sinistra europea, la quale si trova sempre più distante dalle istanze del popolo.

Istanze del popolo che invece stanno diventando sempre più appannaggio dei partiti e movimenti di destra radicale europei, i quali propongono dei programmi economici fortemente "sociali" e/o "populisti" uniti a una visione politica di stampo "neoconservatrice" e/o "neonazionalista".

A livello ideologico, tale strategia dei movimenti e partiti di estrema destra europei è basata sulla forte critica all'attuale globalizzazionee la conseguente diffusione del sovranismo e dell'identitarismo, quest'ultimo divenuto un denominatore comune per molte delle formazioni di estrema destra attualmente più forti, come il Front National di Marine Le Pen, il Fpo di Norbert Hofer e la Lega Nord di Matteo Salvini.

L'identitarismo, tra 'antimondialismo' ed 'altereuropeismo'

Ciò che caratterizza l'ideale e/o ideologia "identitaria" è in primo luogo la critica all'attuale globalizzazione, definita spesso nell'ambiente della destra radicale come "mondialismo" e/o "progetto mondialista".

Di contro, gli "identitari" propongono una posizione politica "antimondialista" basata sulla "riscoperta" delle identità culturali, etniche e/o nazionali che compongono l'Europa e allo stesso tempo spesso e volentieri sul progetto di una "nuova Europa" (ideologia "altereuropeista") unita su basi ovviamente diverse da quelle che compongono l'attuale Unione Europea.

L'influenza culturale: dal pensiero di De Benoist a quello di Dugin

Tra le influenze di questa della strategia identitaria adottata dai partiti di estrema destra europei, non si può non notare quella esercitata dal pensiero dell'intellettuale francese Alain De Benoist e dell'ambiente della "Nuova Destra" legato ad esso, ma bisogna anche ricordare che tali influenze attecchiscono ovviamente nei settori più raffinati e colti dell'ambiente della destra radicale, mentre spesso e volentieri "identitarismo" è sinonimo di "neorazzismo" per i diversi settori più "demagogici" di essa, i quali utilizzano spesso e volentieri le richieste "di pancia" popolari per diffondere posizioni di stampo xenofobo e/o islamofobo, così come ancheantisemita.

Un'altra influenza sempre più forte per i partiti di destra radicale d'Europa è indubbiamente quella esercitata dal pensiero dell'intellettuale russo di estrema destra Alexander Dugin, il quale sostiene la creazione di un mondo "multipolare" come alternativa all'attuale modello definito "unipolare"(rappresentato dalla globalizzazione a guida statunitense).

A tal riguardo, Dugin e l'ambiente della destra radicale e della "Nuova Destra" legato all'ideologia neo-eurasiatista, sostengono (a livello globale) posizioni di stampo identitario (anche se queste non sono condivide del tutto),"neoconservatrice" e neocomunitaristainsieme a un rafforzamento geopoliticodel ruolo dell'attuale Russia di Putin, e questo spiega in buona parte il forte sostegno che per essa hanno molte delle formazioni di estrema destra europee.