Dopo il Sannio è la volta della Locride. Il maltempo ha causato anche in Calabria esondazioni, crolli di strade e tratti ferroviari, l'isolamento di intere comunità nelle aree interne. E non va meglio in Sicilia

Prima la Campania, poi il resto del Sud; una parte dello stivale sta facendo il bilancio dei danni mentre è ancora impegnata a ripulirsi dal fango dell'alluvione e dalla paura di non farcela a rialzarsi. Ancora il Sud, già abbastanza mortificato dalla scarsa attenzione ormai evidente del #Governo centrale. Il presidente del Consiglio #Matteo Renzi continua a sostenere il contrario ma i numeri gli danno torto e pure qualcuno tra i suoi storce il naso.

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Come Dario Ginefra, parlamentare pugliese del Pd, che lamenta, attraverso le pagine di un quotidiano, la mancanza di un Piano per il Meridione, l'assenza di una visione d'insieme.

I numeri sono ancora una volta quelli dello Svimez, impietosi per il Mezzogiorno, anche se la maggioranza di governo si ostina a leggere solo quello +0,1% del Pil al Sud, ripetendo, con Renzi, come una cantilena, che si tratta della prima variazione positiva per il Mezzogiorno da sette anni a questa parte. In realtà il rapporto Svimez dice ben altro. Perché parla di un Sud sempre più povero e di una disoccupazione sempre più alta, quasi il doppio della media nazionale. Addirittura il numero degli occupati è sotto i 5,8 milioni, il dato più basso dal 1977 a oggi.

L'ira di De Girolamo

Chi proprio non ci sta a credere alle assicurazioni del premier Renzi è la parlamentare sannita di #Forza Italia, Nunzia De Girolamo: “Purtroppo assistiamo continuamente a mirabolanti uscite del premier su slide, masterplan, fotoromanzi, annunci a tutta forza ma nulla di concreto soprattutto per il mezzogiorno d'Italia – dice De Girolamo -.

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Chi ha letto la legge di stabilità o chi ha ascoltato interventi e audizioni in Camera e Senato, a partire da Confindustria, sa benissimo che il grande assente di quella legge è il Sud. Non si tratta di dire 'basta con le lamentele' – rincara la dose la parlamentare di Forza Italia -, io sono la prima come donna del Sud a dire che il Paese, a partire dal suo meridione, deve cambiare approccio, però il tema vero è un altro. Se Matteo Renzi si facesse un giro a bordo di un treno del Sud o in macchina su una strada interna, se vedesse la condizioni dei porti, forse non parlerebbe di lamentele ma di cose che mancano. E' difficile vivere in alcune realtà, facendo i conti con la mancanza di sicurezza, la mancanza di lavoro, assenza totale di prospettive. Se fosse nato o cresciuto da queste parti, probabilmente, Renzi qualcosa di concreto per il Sud lo farebbe. Questa non è lamentela ma realtà. Il vero nemico di Renzi è la realtà”.

Un uomo solo al comando

E non fa sconti nemmeno ai componenti meridionali della direzione Pd, De Girolamo: “Purtroppo fanno i figuranti con la medaglina ma non riescono a incidere sulle politiche del governo. C'è un uomo solo al comando, al massimo ti ricordi degli altri nomi quando ti viene in mente che ha cacciato dal partito Fassina, Civati, Bersani e D'Alema perché non erano d'accordo con lui, per far entrare Verdini e D'Anna”.

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Infine le proposte: “Mi auguro che in Legge di stabilità si rivedano per il Sud investimenti su infrastrutture, che ci consentirebbero di essere connessi al resto del mondo e all'Italia. Che ci sia, come annunciato anche da Brunetta, la decontribuzione totale fino al 2020 per assunzioni fatte al Sud. Ricordo a Renzi che lo scorso anno per la decontribuzione in tutta Italia sono stati presi i 3 miliardi e mezzo per il Sud, bastava dirlo alla gente, senza ingannarli. Se il risparmio sulle assunzioni viene dimezzato nel Paese, per il Sud ci deve essere un discorso a parte. E' chiaro o no che al di là degli annunci, l'Italia non riparte se nell'agenda di governo non viene inserito il Mezzogiorno?”.

Un 'blablabla'

E ancora a Renzi che ha definito dei “blablablock” quelli delle opposizioni, la De Girolamo risponde: “Lui invece è solo un blablabla”.