In Austria l'estrema destra ha trionfato al primo turno delle elezioni presidenziali con il 36,4% dei voti, ottenendo una notevole distanza rispetto al 20,4% del candidato dei Verdi Alexander van der Bellen, arrivato secondo.I motivi dell'ascesa e della vittoria dell'estrema destra austriaca sono da rintracciarsi nel particolare contesto di crisi economica e finanziaria che sta interessando l'Unione Europea, nella crisi migratoria e nelle difficoltà della sinistra socialdemocratica e della destra neoliberista di gestire il malcontento popolare che trova una facile sponda nella direzione populista del partito di estrema destra FPO("Partito della Libertà Austriaco") e del suo leader Norbert Hofer, che ha conquistato la fiducia di diversi elettori con le sue dichiarazioni contro l'Unione Europea e il Ttip così come con le proposte anti-immigrazione.

Hofer, volto "moderato" della destra radicale austriaca

Nei media Hofer è stato descritto come il volto "moderato" dell'estrema destra austriaca, per via dei suoi modi gentili e per aver diluito la svolta estremista che il FPO aveva preso dopo la morte di Haider.Il 45enne Hofer è conosciuto per l'utilizzo di un linguaggio pacato e per aver dato avvio a una strategia politica di destra estrema meno aggressiva delle solite, ma secondo quanto riporta il sito "Formiche" non mancano posizioni decisamente più radicali nel leader dell'FPO, a partire dalla sua intenzione di aumentare il ruolo e il potere del capo di Stato e non dimenticando la sua affiliazione alla confraternita "Marko-Germania", avente tendenze pangermaniste.

Il FPO oggi: tra populismo e nazionalconservatorismo

Inizialmente avente tendenze liberalconservatrici e facente parte della stessa "Internazionale Liberale", negli ultimi anni il FPO ha avuto diverse svolte che l'hanno portato a diventare un partito che si basa su un forte populismo nazionalista e che rientra nel filone "nazionalconservatore".Tra le altre cose, vale la pena segnalare che tra le "battaglie" del partito rientrano la critica dell'attuale Unione Europea e dell'immigrazione, il sostegno alla Russia e il blocco dell'islamizzazione in Europa.