Che il segretario federale della Lega, nonchè presidente di "Noi con #Salvini", avesse il vento in poppa, trainato anche dal successo americano di Donald Trump, era nella aria, ed ora ne abbiamo conferma dal sondaggio, o meglio, da un'anticipazione on line delle primarie dello schieramento di centro destra, che i quotidiani "Libero" ed "il Tempo" hanno posto all'attenzione dei propri lettori.

I nomi proposti erano: Silvio Berlusconi, Salvini, Meloni, Toti, Alfano, Fitto, Carfagna, Tremonti, Briatore, Rotondi, Marina Berlusconi e Stefano Parisi, ovvero tutti coloro che si sono detti pronti ad assumersi la responsabilità di guidare la coalizione che dovrà opporsi, nella prossima campagna elettorale, al Partito Democratico ed al Movimento Cinque Stelle.

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Il primo turno aveva già espresso un verdetto inequivocabile a favore di Salvini e Meloni che si sono, così, sfidati al ballottaggio nei gazebo virtuali.

In entrambi i casi il risultato non lascia dubbi, i votanti hanno scelto Matteo Salvini in maniera piuttosto netta: 59% Salvini - 41% Meloni nel dato aggregato dei due quotidiani con oltre cinquantamila votanti virtuali.

"Saranno anche solo primarie online, ma quando i cittadini hanno la possibilità di esprimere la propria opinione è sempre positivo", così scrive sulla sua pagina Facebook il leader leghista poche ore prima che si chiudessero le votazioni, assicurando di essere pronto a governare solo con chi ha idee precise e compatibili a quelle della Lega su immigrazione, riduzione delle tasse attraverso lo strumento della Flat Tax al 15%, recupero della sovranità nazionale e monetaria, ripristino del controllo dei confini.

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E su molte cose sembra molto vicino un accordo con Toti, Meloni e Fitto.

Vinta senza dubbio la battaglia del web ora, dopo il referendum di domenica prossima, sopratutto se ci fosse una vittoria del fronte del no, inizierà quella nelle segreterie dei partiti e nelle piazze tra la gente perchè, e questo è un dato, le primarie virtuali hanno detto chiaramente che il popolo del centrodestra ha voglia di votare e di scegliersi il proprio leader.