Si apre oggi, venerdì 10 marzo, la tre giorni con cui la corrente renziana del Pd apre la campagna elettorale in vista delle primarie del 30 aprile. Appuntamento alle ore 17.30 al Padiglione 1 del centro congressi #lingotto di Torino. Ad aprire la convention ci dovrebbe essere proprio #Matteo Renzi per un breve saluto, replicato poi, in maniera più estesa, nel comizio di chiusura previsto per la giornata di domenica 12 marzo. Per l’occasione, aperto anche un sito internet all’indirizzo web incammino2017.it. Fittissimo il parterre di ospiti di questa Leopolda 2.0, anche se gli organizzatori, forse per scaramanzia, non vogliono sentire nemmeno pronunciare il nome della ex stazione ferroviaria fiorentina, primo palcoscenico del rottamatore.

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Altro capitolo importante è rappresentato dai costi che dovrebbero aggirarsi sui 120mila euro, quasi la metà del tetto di spesa di 250mila euro imposto ai partecipanti alle #primarie Pd.

Ospiti e programma

Saranno presenti al Lingotto i ministri più importanti del governo Gentiloni. In primis, Maurizio Martina, il ministro dell’Agricoltura che, riportano i giornali, “corre in ticket con Matteo” verso la segreteria Dem. In prima fila anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, quello delle Infrastrutture, Graziano Delrio, e, naturalmente, la coppia del Giglio Magico rappresentata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, e dal ministro dello Sport, Luca Lotti.

Il programma del Lingotto '17 prevede per oggi, venerdì, l’intervento in assemblea plenaria dello psicoanalista Massimo Recalcati, del direttore della LUISS Sergio Fabbrini, del filosofo classe 1931 Biagio De Giovanni e dello Storico barese Giuseppe Vacca.

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Domani, sabato 11 marzo, saliranno sul palco della ex fabbrica torinese la Radicale Emma Bonino, il ‘padrone di casa’ presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il primo ministro di Malta Joseph Muscat (grande amico di Renzi) e il già citato titolare del Mef Padoan. La giornata di chiusura, domenica 12 marzo, sarà aperta dall’attuale premier Paolo Gentiloni e chiusa, come detto, dal candidato alla segreteria Dem Matteo Renzi.

I costi del Lingotto '17

Detto del ‘tetto’ di 250mila euro a candidato, si calcola che al Lingotto verranno spesi circa 120mila euro. Ad organizzare l’allestimento della kermesse sabauda è stato il toscano Massimo Gramigni, lo stesso della manifestazione renziana in piazza del Popolo a Roma, svoltasi prima del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Dunque, 60mila euro dovrebbero andarsene per luci, audio, maxischermi, diretta streaming e telecamere. 20mila euro circa serviranno per l’affitto della sala lunga 140 metri, larga 50 e alta 10. Ulteriori 40mila euro previsti per spese varie, per un totale di 120mila.

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Ad aprire il portafoglio non sarà il Pd, bensì la Fondazione renziana Open, gestita dall’avvocato Alberto Bianchi e finanziata, tra gli altri, dal finanziere Davide Serra e dall’imprenditore napoletano Alfredo Romeo, protagonista dell’inchiesta Consip.