Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini presenterà al prossimo Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) il “Piano di adattamento ai mutamenti climatici”. Un piano, spiega il ministro Clini, che prevede lo stanziamento di “1,6 miliardi l’anno di cui il 60% a carico della finanza pubblica, il 30% da credito d’imposta per le imprese, il 10% a sostegno di iniziative di gestione del territorio, in particolare cooperative forestali”. Aggiunge poi lo stesso ministro che “è prevista un’ipotesi di tassa di scopo” ma in questo modo “si deve chiedere un contributo ai cittadini”.

Anche la delega fiscale, con la “carbon tax” reinserita al Senato, è “uno strumento utile per il reperimento di risorse per la protezione dell’ambiente, che è poi la strada maestra indicata dall’Europa e dall’Ocse”.

Dopo i disastri dei giorni scorsi, dunque, si comincia a discutere di adattamento al clima considerando l’importanza della tutela delle coste al contrasto della desertificazione, dalla messa in sicurezza del territorio dai rischi idrogeologici ai provvedimenti a difesa delle risorse idriche.

Nonostante i fondi dallo Stato siano scarsi, si invita un'azione decisa da parte degli enti locali, con norme e regolamenti intelligenti e attraverso interventi mirati, non necessariamente proibitivi dal punto di vista finanziario.