Tutti i disastri naturali di recenteapparsi nelle cronache ci portano a chiederci quali sono le partidel mondo che sono maggiormente minacciate da eventi catastrofici. Il gigante delle riassicurazioni SwissRe – la compagnia che vende polizze di assicurazione alle altrecompagnie assumendosi così una parte dei lororischi, e che si è dimostrata fra le più sensibili al tema climatico(cfr l'articolo Assicurazioni impreparate di fronte al riscaldamentoglobale) – ha fatto uscire a settembre 2013 un nuovo rapportointitolato “Attenti ai rischi: la graduatoria globale delle cittàminacciate da disastri naturali”, che fa luce proprio su questaquestione.

Usando un sofisticatissimo software di modellazione euna enorme base di dati relativi agli eventi passati, Swiss Re ha stilatouna graduatoria probabilistica.

I rischi presi in considerazione sono: 1)terremoti, 2) tempeste di vento - tempeste di neve e cicloni tropicali o tifoni, 3) mareggiate, 4) inondazioni causateda esondazione dei fiumi, 5) tsunami.

Le conseguenze umane ed economiche di questieventi possono essere enormi. Per valutare gli effetti che questidisastri naturali hanno sulle aree metropolitane e sulle loroeconomie, si sono considerati due indicatori: la dimensione dellapopolazione urbana che viene colpita da una o più calamità - indicedella popolazione potenzialmente interessata - e l'impatto che questecatastrofi possono avere sull'economia a livello locale e nazionale -indice dei giorni lavorativi persi.

Per ragioni di spazio, riportiamo solo laclassifica globale che tiene conto della popolazione potenzialmentecolpita, espressa in milioni di persone. I dati della popolazionesono aggregati, il che vuol dire che, ad esempio, i 57,1 milioni dipersone dell'area metropolitana di Tokyo-Osaka sono così composti:rischio terremoto = 29,4 - rischio tempeste = 14,1 - rischiomareggiate = 2,3 - rischio inondazioni = 8,9 - rischio tsunami = 2,4.

  1. Tokyo-Yokohama (Giappone)57,1

  2. Manila (Filippine)34,6

  3. Delta del Fiume delle Perle (Cina)34,5

  4. Osaka-Kobe (Giappone)32,1

  5. Giakarta (Indonesia)27,7

  6. Nagoya (Giappone)22,9

  7. Calcutta (India)17,9

  8. Shanghai (Cina)16,7

  9. Los Angeles (USA)16,4

  10. Teheran (Iran)15,6

Ci sono molti modi di guardare i dati, ma sinotano alcune peculiarità.

  • La maggior parte delle aree sinistrate sitrova in Asia, a parte Los Angeles, il che non sorprende a causadelle più alte densità abitative. Sono inoltre situate sulla riva, in particolare dell'Oceano Indiano e le due coste dell'Oceano Pacifico. Solo Teheran,molto vulnerabile al rischio sismico, come d'altronde Lima, si trovaall'interno.

  • Tempeste di vento, mareggiate e inondazionisubiscono l'effetto del riscaldamento globale quindi, combattendolo,possiamo fare qualcosa per limitarne frequenza e intensità.Terremoti e tsunami sono fuori del nostro controllo, ma anche se nonpossiamo prevederli non è questa una buona ragione per restare impreparati – ci sono molti modi in cui una civiltà può essereresa più resiliente ai cataclismi, facendo in modo che quando unacalamità colpisce, ci sia il minor numero di vittime possibile, e che servizi essenziali quali la produzione di elettricità, le strutture sanitarie e la produzione e distribuzione di cibo siano toccati il menopossibile.