È di quelle notizie che … non fanno notizia. Perché? Perché la crisi ci ha preso talmente tanto che rischiamo di perderci nel classico bicchiere d'acqua. Ed infatti proprio di questo si tratta: di un bicchiere, sì, ma di carboturbo. È una sostanza ancora in fase sperimentale ma che fa ben sperare per la lotta al mantenimento in equilibrio del sistema eco-ambientale.

Di cosa si tratta, nello specifico? L'Unione Europea, tempo fa, ha finanziato un progetto per la produzione di carburanti ecologici. Il progetto si chiama SOLAR-JET. A questo progetto hanno partecipato organismi di ricerca del mondo universitario e del settore industriale come Shell Global Solutions, Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt (DLR), ETH Zurigo, Bauhaus Luftfahrt, e il partner responsabile della gestione ARTTIC.

Gli scienziati di Solar Jet sono riusciti a sintetizzare una sostanza, definita "carboturbo", che in pratica altro non è che cherosene prodotto con luce solare. Finora se n'è prodotto solo un bicchiere, per l'appunto.

Attraverso la luce solare simulata si è riusciti a creare del cherosene liquido mescolando acqua e CO2 (anidride carbonica), trasformando così, il gas principale responsabile dell'inquinamento atmosferico in una risorsa utile a riportare in equilibrio l'intero sistema ecologico. La sostanza così prodotta è utile a produrre energia ma non immette scarti nell'atmosfera. È "carburante pulito" - come lo ha definito la commissaria europea per Ricerca innovazione e scienza, Máire Geoghegan-Quinn

La notizia è già stata data alle stampe da qualche giorno ma nessuno vi ha fatto caso.

Siamo tutti troppo presi ed angosciati dall'economia che non gira da non fare caso che invece è l'evoluzione a girare velocemente sotto i nostri occhi. Forse un giorno compreremo il cherosene al supermercato e magari controlleremo l'etichettatura e la provenienza o magari useremo le lampade abbronzanti per produrlo in casa.

Il progetto SOLAR JET ha una durata quadriennale ed è stato avviato nel giugno 2011, con un finanziamento europeo di 2,2 milioni rientranti del Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico.

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