Il 2013 è stato un anno terribile dal punto di vista dei cambiamenti climatici. È stato l'anno più inquinato degli ultimi 30 anni. Secondo il Kyoto Club, il peggioramento delle condizioni climatiche dovute all'inquinamento da un lato è drammatico, ma dall'altro presenta delle opportunità positive. I dati pubblicati alcune settimane fa dall'organizzazione meteorologica internazionale sono solo una conferma, nel senso che tutti gli studi delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea negli ultimi anni indicano un peggioramento molto preoccupante della situazione.

Gli scienziati dicono che non va superato l'aumento medio di due gradi della temperatura mondiale per evitare catastrofi naturali con conseguenze devastanti. Stiamo andando verso un surriscaldamento del clima, e questo è innegabile, per cui non si tratta di una novità ma di una conferma. Le cause sono chiare. È l'economia a base di combustibili fossili, quindi tutto quello che viene dal petrolio e tutto quello che spreca energia, a causare il surriscaldamento del pianeta con le conseguenze sempre più riscontrabili come bombe d'acqua e siccità.

Si tratta di limitare e diminuire l'uso dei combustibili fossili incrementando le energie rinnovabili come il sole, il vento, l'idroelettrico, ed aumentare l'efficienza energetica.

Solo con l'aumento dell'efficienza si può risparmiare il 30% dell'energia. Tutto questo può creare nuovi posti di lavoro. Confindustria e sindacati hanno calcolato che solo con un piano di efficienza energetica si possono trovare un milione e seicentomila nuovi posti di lavoro. La green economy non ha conosciuto un momento di crisi in tutto il mondo. La Cina è la numero uno al mondo per gli investimenti anche nel settore delle rinnovabili.

I nostri governi hanno la responsabilità ormai, senza alibi, di intervenire entro le scadenze. Il 23 settembre c'è stato il vertice alle Nazioni Unite per raccogliere gli impegni di tutti i Paesi del mondo sul trattato globale che si spera venga approvato a Parigi il prossimo anno, come nuovo accordo dopo il protocollo di Kyoto.

Le organizzazioni ambientaliste il 21 settembre hanno manifestato a Roma per chiedere a chi ci governa affinché decida a tutela del clima e della salute con una strategia ben chiara.

Anche noi cittadini possiamo fare qualcosa con il riciclo ed il recupero dei rifiuti, per ridurre le emissioni di anidride carbonica responsabili dell'effetto serra. Anche riguardo la mobilità, preferendo l'andare a piedi, la bicicletta o il trasporto pubblico o un veicolo elettrico. Come ha detto anche Renzi ieri alle Nazioni Unite durante il summit sui cambiamenti climatici, "Combattere i mutamenti climatici è anche una chiave per una nuova economia a misura d'uomo che contrasta la crisi economica" e "Dall'economia verde verranno milioni di nuovi green Jobs che abbiamo il dovere di costruire assieme".

Ora aspettiamo che il Governo crei nuove leggi e sgravi fiscali per far ripartire il mercato delle energie rinnovabili e del loro sfruttamento da parte delle aziende e dei cittadini.