L'ecosistema antartico è a rischio a causa dei cambiamenti climatici. I primi a temere l'estinzione sono i delicati Icefish, pesci trasparenti che con l'innalzamento della temperatura devono fare i conti più degli altri con quello che sta accadendo. Ma non solo rischiano le specie animali: entro una decina d'anni, se non si farà qualcosa, rischieremmo anche noi per le conseguenze dell'interruzione della catena alimentare che ci vede all'apice.
I biologi marini del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide sono in riunione a Napoli presso l'Istituto di Bioscienze e Biorisorse (Ibbr) del CNR, per capire come fare a difendere la biodiversità in Antartide.
Il programma dell'incontro riguarda la capacità di adattamento e reazione dell'ecosistema antartico, molto più delicato di quanto non sembri. Sono soprattutto i pesci dal sangue trasparente a poter non fare in tempo ad adattarsi. Già compromesso sarebbe, ad esempio, il Champsocephalus gunnari (che fa parte proprio della famiglia degli "icefish") ed il Notothenia rossii pescato pesantemente fino a 30 anni fa e che con l'aumento delle temperature che si riscontrano non riesce a riprodursi.
Purtroppo bastano pochi anni per far estinguere specie che hanno impiegato milioni di anni per adattarsi alle condizioni estreme delle basse temperature. Lo afferma chiaramente Guido Di Prisco dell'Ibbr-Cnr denunciando la situazione dall'alto delle sue 27 spedizioni in Antartide.
Ci vuole poco perché cambi il metabolismo, specie per animali abituati a basse temperature. Si rischia che possano venire colpiti da malattie che potrebbero velocemente prendere il sopravvento e dalle quali non possono difendersi.
Non è solo l'innalzamento della temperatura, ma anche la pesca esagerata che si svolge a quelle latitudini per la produzione di mangimi, che sta distruggendo l'ecosistema. Inoltre Di prisco afferma che studiare che cosa succede alle temperature e alla biodiversità in Antartide ''fornisce informazioni che si possono estrapolare a livello globale perché tutto il clima del pianeta e la circolazione oceanica sono regolate in quella regione''. Se ad esempio migrassero i banchi di krill, crollerebbe l'intera catena alimentare in quanto il gamberetto è il cibo principale di pesci, cetacei ed uccelli che vivono nelle acque polari.