L'utilizzo delle acque marine e lo sfruttamento delle sue risorse possono comportare dei seri rischi all'ecosistema, se non vengono seguite le modalità che ne garantiscono unuso sostenibile. Purtroppo, fin dall'antichità il mare è stato considerato una sorta di discarica in cui gettare ogni tipo di rifiuto. Secondo uno studio portato avanti dal Csiro, acronimo che sta per "Commonwealth scientific and industrial research organisation", la vita degli uccelli marini è minacciata dall'inquinamento, visto che sempre più spesso si trovano a nuotare in acque infestate dai rifiuti galleggianti.

Lo studio afferma che più dell' 80% delle specie di uccelli marini sarebbe a rischio di ingerimento di plastica. Entro il 2050, stando alle stime dei ricercatori, il 99% degli uccelli marini avrà ingerito plastica proveniente dalla terra ferma.

L'inquinamento continua a crescere incessantemente

"Si tratta di una quantità enorme e indica quanto pervasivo sia l’inquinamento della plastica in mare", sottolinea Chris Wilcox, autore della ricerca che, ha stimato che 4,8 tonnellate di rifiuti vengono disperse in mare ogni anno.Migliaia di volontari si radunano ogni anno con l'obbiettivo di ripulire le coste da tonnellate di rifiuti, che altrimenti andrebbero a disperdersi negli oceani per finire poi nello stomaco degli uccelli marini con il rischio di soffocamento.

Molti uccelli infatti scambiano i vari frammenti di plastica galleggiante per cibo, finendoper nutrirsi di essi. I danni arrecati al loro organismo sono gravissimi: da gravi forme di avvelenamento fino alla morte.

Secondo i ricercatori, le zone dove la vita di questi volatili marini è più a rischio sono: le coste occidentali dell'Australia, sud Africa e sud America.

Lalotta all'inquinamento degli oceani diventa una missione importantissima,che permetterebbe di salvare molte vite. Piccoli ma radicali cambiamenti, possono fare la differenza. Ad esempio la riduzione degli imballaggi in plastica e degli articoli usa e getta abbasserebbe notevolmente i livelli di inquinamento.