Ottantasei:questo il numero dei giorni in cui Milano avrebbe superato i limiti di PM10. A rivelarlo Legambiente, che ieri ha reso noti i capoluoghi di provincia che hanno superato le 35 giornate a rischio, limite massimo oltre il quale le polveri sottili incidono ancora più negativamente sul nostro organismo. Si tratta di notizie che arrivano alla vigilia del secondo allarme rosso per Pechino e a pochi giorni di distanza dalla chiusura dei lavori della COP21 contro il riscaldamento globale.

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Ecco un'istantanea della situazione in Italia: un milanese ha respirato per ben 86 giorni l'anno un'aria in cui erano presenti oltre 50 microgrammi di PM10 per metro cubo.

Milano è stata battuta soltanto da Frosinone, che è riuscita a sforare i limiti quasi un giorno su tre. Seguono Torino (73), Napoli (59), Roma (49) e Bologna (35).

Le valutazioni

In questo contesto appare ovviamente importante chiarire quali siano i criteri adottati da Legambiente per stilare questa classifica. Dato che le Regioni utilizzano criteri differenti per fare le loro valutazioni, Legambiente ha deciso di prendere come riferimento la centralina che ha registrato il maggior numero di sforamenti dei limiti fino ad oggi. Un metodo che non garantisce che l'aria di tutta la città fosse egualmente inquinata a quei livelli ma almeno uniforma i risultati. Nessuna investigazione; anche questo tipo di dati è disponibile e rintracciabile sul sito dell'Arpa ma anche su quello delle diverse regioni.

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E' in pratica un confronto tra situazioni limite ma comunque aderenti ai valori reali di quella zona e ai livelli d'inquinamento in cui hanno realmente vissuto gli abitanti. Il pericolo rilevato, dunque, è un pericolo reale.

Purtroppo Milano è in buona compagnia: in generale è la Padania la zona peggiore d'Italia coi valori del Bresciano che sono andati oltre il limite consentito per ben 55 giorni nei primi sei mesi del 2015. Dal profondo nord, poi, al profondo sud, ovvero Palermo, con una sosta a Benevento. Le due città avevano fatto registrare livelli di inquinamento preoccupanti anche durante il 2014.

Il bilancio del primo semestre

L'Ispra - ovvero l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - ha monitorato 78 aree urbane: di queste 18 hanno superato il limite per oltre 35 giorni mentre altrettante 27 l'hanno superato per almeno 10 giorni durante il primo semestre del 2015. In pratica oltre la metà delle città monitorate hanno oltrepassato i limiti e diverse altre - come Avellino, Caserta, Modena, Piacenza, Rovigo e Terni - ci sono andate vicine.

Ai dati diffusi da Legambiente e Ispra sono seguiti i tempestivi provvedimenti delle amministrazioni. A Milano il biglietto per una corsa singola si è trasformato in giornaliero e così rimarrà fino al 24 dicembre mentre a Roma si procederà con le targhe alterne per lunedì (targhe pari) e martedì (targhe dispari) e il fermo assoluto dei veicoli più inquinanti. In tutte le città, poi, verrà moderato l'utilizzo del riscaldamento di case e uffici.