La bomba è scoppiata dapochi giornima la denuncia risale a più didieci anni fa quando un "professionista" scoprì che l'acqua potabiledei venetifosseinquinata da sostanze perfluoroalchiliche (PFSA).In merito alla purezza delle acque che inondano le tubazioni idriche laprovincia di Vicenza è in stato di avanzamento ma nonostante l'ennesimo sistema di omertà, e se non fosse che in questa brutta storia si sentisse odore discambio di bustarelle, per il momento tutte le notizie inerentiall'inchiestasono legate al filo del colpo di scena.

Il silenzio delle amministrazioni

Sarà un caso che negli ultimi cinque anni nel "ricco Veneto", come apostrofava la giunta regionale veneta, si sono verificati molti temida prima pagina e che guarda caso tutte queste vicende di cronaca si sono concentrate maggiormente tra la provincia di Venezia e Vicenza.

Ma questo ennesimo scandaloambientale dai risvolti disastrosi per la salute e il territoriodi tutta la comunità venetaè destinata a far parlare di sé per moltotempo. Questa sostanza chimica PFSA è un composto di sostanze chimiche dette acido perfluoroottanoico (PFOA) e acido perfluoroottansulfonico (PFOS) principalmente utilizzate per rendere resistente ai grassi e all'acqua materiali come tessuti, tappeti, carta e pelli, nonché rivestimenti per contenitori alimentari usati prevalentemente in abito industriale e civile. Dunque parliamo di componentitalmente tossici che se non sono regolarmente monitorati possono essererivelatinell'aria, nel terreno e nell'acqua in relazione allo smaltimento che li contengono.

Proprio in questi giorni alcune falde acquifere, prese a campione nel circondario castellanese di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza, sono state poste a controlli e dai primi rilievi rinvenuti dalle analisi hanno dato risultatidevastanti.C'è da dire che i mancati controlli negli anni da parte delle autorità di competenza, nonostante le prime denunce del promotore di questa orrenda vicenda, è stato il vero male di questa terra che ha consentito l'inquinamento di falde acquifere e di conseguenza questa situazione rischia di diventare irreversibile sulla salute e sull'Ambiente.

Intanto l'ingrato compito ai comuni di risolvere la situazione in totale autonomia, e non si comprende come l'attuale amministrazione regionale abbiascelto la via del silenzio nonostante cisia un forte odore di molteplici illeciti tra amministrazioni e industrie. Arendere ancora più imbarazzante tutta la vicenda è la predisposizione della Procura nel trascurare le denunce esposte nel 2005 sui rilievieseguiti sulle falde acquifere ad oggi ancorainquinate.

Tutto questo lascia presupporre che siamo davanti all'ennesimo e sistematico illecito tra amministrazioni e industrie. Il dispotico comportamento nei confronti di colui cheaveva scoperto un grande disastro ambientale e il disinteressamento della politica che, forse, ha preferito coltivare affarieconomici sul territorio più che salvaguardare l'ambiente e la salute dei cittadini,mostra ancora una volta di come questa Italia sia davvero vulnerabile.

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