La paura che la vita sulla terra possa cessare a causa dell'impatto di un'asteroide, viene da molto lontano. Da secoli questa possibilità spaventa e affascina l'umanità, e periodicamente la questione torna di attualità, con allarmismi più o meno fondati. Ma questa volta, secondo quanto riportato dal quotidiano Libero, i motivi per preoccuparci potrebbero esserci davvero.

Venerdì 10 Giugno due asteroidi hanno "sfiorato" la terra

Venerdì scorso, racconta "Libero", due asteroidi sono passati relativamente vicini al nostro pianeta, ma la cosa che suscita maggiore preoccupazione, sta nel fatto che gli astronomi se ne sono accorti solo un paio di giorni prima.

E se i corpi celesti fossero stati in rotta di collisione con la Terra, sarebbe stato probabilmente impossibile cercare di fare qualcosa in tempo. L'asteroide più piccolo è passato a 80mila km dal pianeta blu, mentre l'altro, più grande, è passato a 450mila km. Distanze apparentemente consistenti, nell'ambito del nostro pianeta, ma che in relazione all'universo, dove per misurare le distanze tra corpi celesti posti al di fuori del sistema solarevengono usati come unità di misura gli "anni luce", si tratta di una distanza relativamente bassa. Basti pensare che un solo "secondo luce", corrisponde a poco meno di 300 mila km.

L'asteroide che suscita preoccupazione

A disturbare il sonno degli astronomi è un altro asteroide, deldiametro di due chilometri e mezzo, che si è avvicinato alla Terra nei giorni scorsi.

Secondo gli esperti, nel 2028 questo potrebbe tornare, e questa volta trovarsi in rotta di collisione con la terra. E l'impatto di un corpo celeste di quelle dimensioni, potrebbe provocare l'estinzione dell'umanità.

I progetti della Nasa per deviare asteroidi pericolosi

L'ente spaziale americano da molti anni lavora per trovare un modo di deviare eventuali asteroidi che venissero a trovarsi sulla traiettoria del nostro pianeta.

La Nasa ritiene che si possano deviare piazzando grosse cariche esplosive sulla superficie di una massa non distante dalla terra, per forzare un cambio di direzione. Ma i primi esperimenti di questo tipo, sono previsti solo per il 2020.