Il 14 marzo 2016, da una solida e ambiziosa collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Russa (ROSKOSMOS) è partita la missione ExoMars, il cui obiettivo è quello di individuare la presenza - passata o presente - di forme di vita che diano una concreta risposta ad una domanda che ormai da tanto attanaglia moltissimi scienziati: c'è vita su Marte? Ma andiamo con ordine.

EXOMARS PRIMA MISSIONE - Nel mese di Marzo è stato lanciato dal Cosmodormo di Bajkonur, nel Kazakistan, un vettore Proton-M che ha portato verso il pianeta rosso una sonda orbitante, il Trace Gas Orbiter (TGO) accessoriato di strumenti che consentono l'analisi dei gas atmosferici presenti sul pianeta rosso.

In particolar modo l'attenzione è rivolta alla presenza del metano, in quanto analisi precedenti hanno dimostrato che le concentrazioni di metano su Marte sono basse, sporadiche, ma con elevati picchi stagionali. Due sono le ipotesi rilevanti: la prima ipotesi - di natura geologica - sostiene che il metano sia emesso dall'interazione di particolari rocce nel sottosuolo, mentre la seconda ipotesi - di natura biologica -  sostiene che il metano abbia un'origine biologica e quindi prodotta da organismi viventi.

IL TGO IN ORBITA MARZIANA - Dopo sette mesi di viaggio spaziale il TGO ha raggiunto l'orbita prevista, consentendo al lander Schiaparelli  (che porta il nome del piemontese Giovanni Schiaparelli, uno dei più grandi astronomi della storia che ha dedicato parte della sua vita agli studi su Marte), di separarsi dalla sonda ed iniziare la sua discesa verso il suolo marziano.

LANDER SCHIAPARELLI -  Il lander che è stato sganciato il 19 Ottobre 2016, era una stazione meteorologica che doveva "ammartare" nella pianura denominata Meridiani Planum, ma qualcosa purtroppo è andato storto, poiché si è schiantato sul suolo marziano ad una velocità di 300 km orari ed esplodendo probabilmente con l'impatto.

Il punto di atterraggio è stato immortalato dalle suggestive fotografie scattate dalla Camera Ctx, ad alta risoluzione HiRise, a bordo della sonda Mro (Mars Reconnaissance Orbiter) della Nasa. Le immagini dimostrano chiaramente due elementi nuovi (che non sono riscontrati in precedenti foto scattate lo scorso maggio nella stessa area); una macchia appare luminosa ed associata indubbiamente al paracadute, mentre l'altra macchia meno luminosa è associata al lander.

Nuove immagini ed ulteriori approfondimenti potremmo averli la prossima settimana con il passaggio della sonda Mro che tornerà nuovamente a sorvolare l'area dell'impatto.

EXOMARS SECONDA MISSIONE - La seconda missione ExoMars era prevista nel maggio 2018, ma a causa di problemi tecnici sarà posticipata a Luglio 2020, in quanto Marte e Terra assumeranno una posizione più conveniente per un lancio spaziale.

Questa missione partirà con un obiettivo più ambizioso e particolare, ovvero portare sul suolo marziano un modulo di discesa ed il primo rover europeo creato dall'ESA dotato di celle fotovoltaiche che avrà il compito di effettuare analisi geologiche e biochimiche avvalendosi di un trapano in grado di forare il suolo per circa 2 metri e raccogliendo all'incirca 15 campioni di roccia.

Questo slittamento non desta preoccupazioni alcune all'equipe russa ed europea, sostenendo che le capacità della sonda TGO (il quale avrà il compito di fare da transponder per le trasmissioni radio da e verso il robot europeo), non saranno compromesse dal ritardo, poiché la sonda è stata progettata per durare per cinque anni.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto