Il celebre divulgatore scientifico e naturalista britannico David Attenborough ha consigliato, con un post su Facebook, un semplice e velocissimo gesto che tutti dovremmo mettere in pratica ogni volta che usciamo di casa: lasciare in giardino (o sul balcone) un cucchiaino con una miscela di acqua e zucchero.

Un suggerimento a prima vista incredibile, ma che si rivela molto utile per aiutare api prive di forze a riprendere vigore e raggiungere l’alveare. Questa semplice azione rivela tutta la sua utilità se pensiamo alla notevole diminuzione del numero di api e all’importanza fondamentale di questi piccoli insetti per l’ecosistema mondiale.

Utili accorgimenti per sostenere le api

Attirare le api e gli insetti impollinatori non è complicato, né oneroso. Oltre alla miscela di acqua e zucchero consigliata da Attenborough, altri metodi suggeriti dal naturalista sono i seguenti:

  • lasciare crescere nel nostro giardino qualche fiore selvatico, del cui nettare gli imenotteri sono ghiotti. Privilegiare fiori blu, viola e gialli;
  • coltivare piante aromatiche, tra cui salvia, origano, lavanda, erba medica, ranuncolo e timo, il cui profumo attira questi insetti;
  • fornire un habitat ideale in cui l’ape possa vivere al sicuro. Un paio di economici isolati per api saranno sufficienti;
  • non utilizzare pesticidi in giardino, dannosi per l’uomo e per l’Ambiente.

Ma, soprattutto, non bisogna avere paura di attirare gli insetti impollinatori.

A meno di gravi allergie, i benefici e l’aiuto di questi operosi amici è molto utile, come vedremo nel seguito di questo articolo.

La moria delle api e le conseguenze sull’ambiente

La celebre frase, erroneamente attribuita ad Einstein, secondo la quale, se le api scomparissero, in quattro anni l’uomo si estinguerebbe, ha sicuramente un forte impatto emotivo, ma non trova riscontro scientifico.

Tuttavia, l’estinzione delle api sarebbe catastrofica a livello della biodiversità.

Secondo Ignazio Floris, professore di Entomologia all'Università di Sassari, gli insetti impollinatori contribuiscono all’esistenza dell’80% delle specie vegetali del pianeta. Tra le 57 monocolture con scopo alimentare, ben 39 piante dipendono dal loro lavoro, con un’incidenza economica stimata in 15 milioni di dollari l’anno solo negli Stati Uniti.

Per ovviare alla catastrofe, scienziati americani e inglesi stanno lavorando da tempo al progetto "The Robobee", che sostanzialmente sarebbe un’ape robot in grado di sostituire l’operato degli insetti.

In Cina, invece, già si utilizza l’impollinazione manuale da parte di appositi lavoratori.

Le cause della moria di api

Il numero delle api in Europa, America settentrionale ed Asia è sceso in pochi anni dal 30 al 50%, secondo i dati forniti dal professor Floris.

Egli individua le cause della moria degli insetti in molteplici fattori:

  • l’inquinamento ambientale si trova senza dubbio al primo posto. Ciò è facilmente dimostrabile prendendo in considerazione Africa e America meridionale, dove l’inquinamento è senza dubbio minore, e il numero delle api risulta essere pressoché invariato;
  • l’uso dei pesticidi ha contribuito largamente ad acuire il problema;
  • l’acaro Varroa che intacca le difese immunitarie dell’animale colpito rendendolo vulnerabile alle malattie. In questo campo, sembra che siano stati fatti recentemente grossi progressi, anche se sono ancora in via sperimentale. Gli scienziati della Michigan State University stanno mettendo a punto un vaccino che proteggerebbe le api dall'acaro.

Il consiglio è, dunque, di seguire i suggerimenti di Attenborough, semplici e alla portata di tutti.

Nessuno da solo può salvare le api, ma con piccoli gesti e uniti molto può essere fatto per questi insetti importanti ed intelligenti.

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