«Non è mai troppo tardi per fare tutto il possibile”. Greta Thunberg, 16 anni, svedese, nuovo volto dell’attivismo ambientale, lo crede fermamente e ormai non è più la sola. Domani, venerdì 15 marzo, in oltre 1300 località in tutto il mondo, migliaia e migliaia di studenti non andranno a scuola per partecipare al Fridaysforfuture. Il movimento pacifico è finalizzato a sollecitare i governi a rispettare gli obiettivi fissati dall’accordo sul clima di Parigi 2015.

In Italia, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, non ha chiuso le scuole, dicendo che domani si entrerà regolarmente. Ma molti dirigenti scolastici si sono mobilitati e non terranno conto delle assenze, permettendo così a studenti e insegnati di partecipare ai cortei. Solo nella Capitale, finora, hanno aderito alla “libera uscita” 32 istituti scolastici e il loro numero potrebbe aumentare.

L’inizio della protesta

Era il 20 agosto 2018 quando Greta Thunberg davanti al Parlamento di Stoccolma mostrò per la prima volta il cartello con su scritto: “Sciopero scolastico per il clima”.

Aveva deciso che non avrebbe frequentato la sua Scuola fino alle elezioni di settembre 2018, sperando in un intervento più incisivo del nuovo governo sul controllo dell’emissione dei gas serra.

Proprio quell’estate, in Svezia, un’ondata di caldo eccezionale aveva provocato numerosi incendi, facendo peggiorare ulteriormente la qualità dell’aria. Per questa ragione Greta da sola, armata di pazienza e tenacia, aveva iniziato la protesta.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Politica Scuola

Dopo il 9 settembre, è tornata a frequentare le lezioni, ma ha continuato a dedicare il venerdì a questa causa, lanciando l’hashtag #Fridaysforfuture, che da fenomeno social è diventato in breve tempo un movimento. La sua storia è rimbalzata dai media locali fino alla stampa internazionale, ispirando centinaia di ragazzi che come lei non vogliono arrendersi e credere che la natura sia ormai una “malata terminale”.

Domani sarà la ventisettesima settimana di sciopero per la salvaguardia del clima, una giornata importante perché di portata planetaria.

Chi è Greta Thunberg?

Un volto pulito da bambina che nasconde però la forza di una grande donna. La millennial Greta, classe 2003, è stata inserita dal Time nella lista dei 25 adolescenti più influenti dello scorso anno e l’8 marzo il suo paese, la Svezia, l’ha nominata la donna più importante del 2019.

Il rapido successo è dovuto dall’uso consapevole dei social, finalizzato a diffondere le idee in cui crede e a trasformarle in qualcosa di più concreto, e non al semplice apparire, che a Greta non interessa affatto.

La sindrome di Asperger, disturbo simile all’autismo che compromette le capacità comunicative e di socializzazione, la rende, anzi, piuttosto introversa.

La forza di parlare derivare da un’esigenza da sempre sentita, quella di lottare contro i cambiamenti climatici. Ha preso coscienza del problema all’età di otto anni, quando per la prima volta si è chiesta il perché l’abbassamento delle percentuali di anidride carbonica non fosse nelle agende politiche o al centro dei dibattiti mediatici.

All’età di 11 anni si è ammalata di depressione, aggravata dalla mancanza di ascolto sul tema. Instaurando un dialogo con i suoi genitori è però riuscita a trasformare la sua rabbia in qualcosa di buono.

Dalle proteste davanti al Riksdag, la sede del Parlamento svedese, è arrivata in poco tempo a parlare davanti a una grande platea prima al Tedx di Stoccolma, poi in Polonia alla conferenza internazionale sul clima dell’Onu, e infine a Davos, dove ha accusato il mondo della Politica e dell’imprenditoria di essere a conoscenza da tempo delle conseguenze a cui porta il rapido cambiamento climatico, ma di non aver fatto nulla di concreto per arrestare il processo.

La sua voce, quella dell’innocenza, candida ma forte, è arrivata lontano e proprio per questo un gruppo di deputati socialisti norvegesi ha indicato il suo nome per il Nobel per la Pace. Secondo gli studiosi il cambiamento climatico non fa altro che enfatizzare le differenze tra paesi, industrializzati e non, provocando tensioni e conflitti. Il messaggio di Greta Thunberg può innescare una reazione importante per raggiungere la pace. All’annuncio lei ha twittato: “mi sento molto grata e onorata”.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto